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Massarotto: come il web ha cambiato la nostra vita

09/10/2013

La relazione col consumatore digitale non si ferma mai ed è un rapporto più intimo ed emotivo di quanto sia mai avvenuto con altri media. Il confine tra Digital PR e Relazioni pubbliche tradizionali è destinato a farsi sempre più sfumato e la rete avrà una natura sempre più collettiva. Lo sostiene _Marco Massarotto_ in un’intervista esclusiva per Ferpi.

di Giancarlo Panico
e Francesca Sapuppo
Come il web, specie quello in mobilità, ha cambiato la nostra vita?
In tanti modi. La diffusione incontenibile del mobile web esaspera tutti gli aspetti di cambiamento portati dai Social Media e ne introduce di nuovi.
L’always on, il mobile è usato a partire dalle 6 del mattino sino alle due di notte. Alle 11 di sera ha picchi di utilizzo pari a quelli del computer in ufficio alle 10 del mattino. La relazione col consumatore digitale ora non si ferma davvero mai.
Il Mobile è un media intimo che ci presenta un utente/cliente molto più reattivo ed emotivo (nel bene e nel male) rispetto a quello davanti al PC.
La fruibilità dei contenuti cambia completamente. Leggere è un’attività quasi non praticata su mobile. Dobbiamo imparare a comunicare visualmente e per tap (pressione col dito) e slide (trascinamento orizzontale) invece che col mouse. Un rapporto quasi più fisico con l’informazione, che richiede di riprogettare i propri schemi comunicativi.
Per finire direi il fatto che gli smartphone sono anche produttori di contenuti, aprendo un dialogo davvero a due vie, dove il rapporto emittente-ricevente è sempre più difficile da identificare, in un ambito che assomiglia sempre più a una conversazione dove non è detto che siate voi (e non il vostro cliente) a tenere banco.
Le digital PR hanno cambiato la professione. Quale il loro ruolo nello scenario attuale?
Penso che a breve non si parlerà più di Digital PR e di PR tradizionali, ma le dinamiche del web saranno i pilastri di chi deve gestire le relazioni con gli stakeholder. In particolare il Digitale ha portato con sé alcuni fattori di differenziazione rispetto alle consuete strategie di relazione con i giornalisti.

Il tempo reale. I produttori di contenuti digitali masticano poco e postano molto. Il ragionamento sulla notizia è sempre più un processo pubblico e collettivo, non più “di redazione”.
La frammentazione. Chiunque può prendere la parola su un argomento e distinguere, non solo l’autorevolezza, ma anche la semplice veridicità è sempre più difficile.
Everyone is a media. In questo scenario diventa un obbligo essere media per le aziende. Avere una propria voce established nell’ecosistema digitale per affermare i fatti, intervenire con il necessario tempismo, essere presenti e riconoscibili.

Quale il futuro del web? I social media continueranno ad esistere e a godere del successo attuale o sono un fenomeno destinato ad implodere?
Pensate di non voler più comunicare con amici, familiari, colleghi l’anno prossimo? O sareste felici se vi togliessero la possibilità di dire la vostra dove avete sempre partecipato alla discussione. Non importa se saremo su Facebook o su un altro servizio. I Social Media sono un paradigma. La partecipazione è insita nella natura collaborativa della Rete. Non era difficile prevederli, i Social Media (cos’hanno di così diverso dai “vecchi” forum?) e dubito la Rete perderà facilmente la sua natura “collettiva”.
Hagakure ha appena vinto il premio come Miglior Web Agency ai Macchianera Italian Awards 2013. Quale il segreto del successo?
È la seconda volta in tre anni (la terza arrivammo secondi) che l’agenzia ottiene questo riconoscimento a cui teniamo molto. Credo sia il frutto di due cose: il lavoro di tanti anni che ci ha consentito di conoscere e farci conoscere in Rete e la passione costante che tutto il nostro team mette per lavorare sempre nel rispetto delle persone che la Rete la abitano e cercando di essere sempre innovativi.

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