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Misurare il capitale comunicativo

28/04/2017

Emanuele Invernizzi

Misurare i risultati della comunicazione è indispensabile per consolidarne l’importanza all’interno delle imprese. Misurare i risultati serve infatti a definire il contributo della comunicazione alla performance dell’organizzazione e presenta una finalità formativa che attiva circoli virtuosi di miglioramento e di apprendimento. Stefania Romenti sintetizza così i contenuti del suo volume “Misurare il Capitale Comunicativo”, che verrà presentato e discusso il prossimo 8 maggio in IULM.

Nel mondo della comunicazione oggi sono sempre più ricorrenti termini come Performance Indicators, Big Data e Analytics. Sia pur con qualche ritardo e iniziale tentennamento, i professionisti della comunicazione ormai riconoscono quanto sia importante misurare il valore creato e farlo sapere. Rimangono tuttavia alcune convinzioni diffuse e difficili da sradicare, che Stefania Romenti individua nelle convinzioni secondo cui: 1) debba esistere un unico standard di misurazione valido per tutti al fine di misurare il valore creato dalle attività di comunicazione; 2)  applicare metodi scientifici rigorosi sia la garanzia di un processo di misurazione efficace.

Nulla di più sbagliato. In primo luogo, perché la comunicazione crea molteplici forme di valore. Trovare un unico standard che le sappia valorizzare tutte è alquanto irrealistico. In secondo luogo, perché un buon processo di misurazione dipende da diversi fattori e non solo dal rigore della metodologia scientifica. Per esempio, il fatto che il processo tenga conto delle aspettative dei soggetti che dovranno utilizzare i risultati aumenta l’efficacia della misurazione.

Ma ancora più importante è mettere ordine tra le misure esistenti, selezionarle in modo che siano coerenti tra loro e siano utili ad alimentare delle decisioni. A questo fine il libro propone il concetto di capitale comunicativo, la cui applicazione consente non solo di misurare il valore creato dalla comunicazione ma soprattutto di collegarlo al business dell’organizzazione. Attraverso il capitale comunicativo è possibile misurare gli asset intangibili più rilevanti per il professionista di comunicazione: il sistema di relazioni, l’identità organizzativa, la reputazione e l’immagine, le competenze comunicative, le reti inter-intra-organizzative di collaborazione.

Il libro si propone dunque come uno strumento particolarmente utile in grado di rispondere a un’esigenza diffusa di disporre di strumenti di misurazione e a una sensibilità crescente dei professionisti di comunicazione verso gli stessi.

La tavola rotonda che si terrà l’8 maggio in IULM a Milano, sarà un’occasione per approfondire l’argomento insieme a professionisti come Daniele Chieffi, Head of Social Media Management & Digital PR ENI; Vittorio Cino, Direttore Comunicazione Coca Cola; Davide Milani, Direttore Comunicazione Diocesi di Milano; Lorenza Pigozzi, Direttore Comunicazione Mediobanca e Pier Donato Vercellone, Presidente Ferpi. La tavola rotonda sarà moderata da Emanuele Invernizzi, Direttore della Collana Comunicazione d’Impresa di Franco Angeli nella quale il libro di Stefania Romenti è pubblicato.

Per iscrizioni clicca qui.

 

Invito libro Romenti  8-5-17

 

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