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Nuovi linguaggi della comunicazione politica: a Roma il corso a dicembre

14/09/2018

Redazione

Quale cross fertilization fra marketing istituzionale e marketing d’impresa? Ferpi organizza a il 14 e 15 dicembre a Roma un corso sul tema della comunicazione politica.

Il corso di formazione dal titolo “Nuovi linguaggi della comunicazione politica” a cura di Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo Reti  e Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing, Comunicazione e Media, Direttore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media. Si terrà a Roma il 14 e 15 dicembre. Interverranno ospiti e professionisti, tra cui esponenti del mondo della politica attuale, italiana e estera, del marketing politico-istituzionale e della comunicazione.

La “comunicazione politica” nasce dall’incontro di varie discipline: la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia, la semiotica, la massmediologia insieme alla comunicazione, che unite al sapere tradizionalmente collegato alle scienze della politica, configurano un perimetro tematico – e conseguenti professionalità – composito e dalle molte interpretazioni possibili. Per quanto riguarda la comunicazione, vista dal lato propriamente pratico, essa non è da considerare solo quella verbale, ma anche non verbale, para-verbale, come il modo di porsi dinanzi ai cittadini, le strette di mano dopo un comizio, l’impostazione dei manifesti elettorali. L’ulteriore salto tra comunicazione tradizionale e comunicazione digitale fa il resto.

Dare una definizione univoca di comunicazione politica, quindi, oggi, è pressoché impossibile. Il sociologo Dominique Wolton l’ha definita come “Lo spazio dove tre attori, i quali hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori“. Questi tre attori sono gli uomini politici, i giornalisti e l’opinione pubblica (attraverso i sondaggi); oggi aggiungeremmo anche le imprese mediatiche che necessariamente devono “parlare” con la politica e i newmedia mobile e social che ne divengono strumento innovativo. Quali sono oggi gli attori principali? Quali dialogano con quelli tradizionali? Quali i nuovi strumenti? Quanto l’impresa può prestare alla politica del suo marketing e comunicazione? Secondo il modello pubblicistico-dialogico, ne emerge una comunicazione politica mediatizzata: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi ai flussi già esistenti tra politici, organizzazioni e opinione pubblica; i giornalisti e i sempre più numerosi content creator contribuiscono a co-crearla. I cittadini e gli utenti hanno pertanto un ruolo sempre maggiore. Secondo il modello mediatico, invece, i media costituiscono l’attore principale: rappresentano lo spazio in cui pubblici ed elettori si confrontano, pertanto il più importante nella comunicazione. Esso consente l’incontro tra politici e cittadini, anche se questi ultimi possono far sentire la propria voce attraverso vari strumenti: lettere, manifestazioni di protesta, tramite social network, leggi di iniziativa popolare, sondaggi e soprattutto attraverso la scelta del voto.

Questo è il perimetro tematico delle due giornate in cui oltre alla fonte seminariale è previsto, nella serata del 14 dicembre, un PR dinner dedicato al networking professionale.

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