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Open Factory: storytelling e relazioni con il territorio

03/12/2015

Filippo Nani

Aprire le fabbriche in un giorno di festa per far vedere, raccontare e spiegare come e dove nasce il successo imprenditoriale del settore manifatturiero. Domenica 29 novembre scorso VeneziePost, con Fondazione Nord Est e il patrocinio delle Confindustrie e Confartigianato, ha aperto le porte di cinquanta aziende da Verona a Trieste per Open Factory. Il commento di Filippo Nani.

Nei tg, quando si tratta di confezionare servizi di taglio economico per raccontare la ripresa dell’occupazione o l’aumento delle esportazioni, scorrono spesso immagini di obsolete catene di montaggio, colate di acciaio fuso, enormi capannoni dove ti aspetti di veder spuntare da un momento all’altro il Charlie Chaplin di Tempi Moderni. Come se le nostre fabbriche fossero ancora quei luoghi infernali descritti da tanta saggistica e narrativa.

Certo, quelle fabbriche esistono ancora, ma il successo del Made in Italy, quel nuovo manifatturiero di cui si sente parlare spesso nelle assemblee della Confindustria, è altra cosa.

Per chi si occupa di relazioni pubbliche e ha a che fare con queste aziende il tema è allora: come raccontarlo e farlo conoscere non solo agli stakeholder, ma al grande pubblico.

Nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, si è tentato con successo un’operazione di grande impatto: aprire le fabbriche in un giorno di festa per far vedere, raccontare e spiegare come e dove nasce il successo imprenditoriale di questo manifatturiero. Domenica 29 novembre scorso VeneziePost, con Fondazione Nord Est e il patrocinio delle Confindustrie e Confartigianato, 50 aziende da Verona a Trieste hanno aperto le porte e ospitato eventi, dibattiti, visite guidate per Open Factory, “il più grande opening di turismo culturale manifatturiero”, come sottolineato dai curatori di Goodnet.

Oltre 10mila persone si sono mosse in una fredda domenica di novembre per vedere con i propri occhi come si producono mobili di design ma anche valvole per l’industria petrolifera, automazioni per cancelli o apparecchiature biomedicali, laboratori artigiani e infrastrutture logistiche.

Le aziende, i laboratori artigiani, le società di servizi che supportano e aiutano questo manifatturiero hanno aperto le proprie porte e si sono lasciate invadere da una folla incuriosita e affascinata. Una grande operazione di storytelling e di relazioni con il territorio.

“Le imprese  - ha sottolineato Stefano Micelli, direttore scientifico della Fondazione Nord Est e ispiratore culturale di Open Factory - stanno imparando a raccontarsi in modo nuovo, suscitando l'interesse di un numero sorprendente di visitatori. Su questo terreno il Nord Est può essere l'apripista di un progetto a scala nazionale".

Fin dalle prime ore del pomeriggio di domenica  il pubblico ha cominciato ad affollare i capannoni delle aziende partecipanti, registrando punte di un migliaio di visitatori alla Lago e alla Centrale Enel di Nove di Vittorio Veneto; oltre 500 persone alla Nice, da Poli Distillerie e Unox; e, ancora, centinaia di presenze da Alifax, Bonotto, Brovedani Group, Came, De Castelli, Fraccaro, Interporto di Padova, Magis, Museo del Gioiello, Orion Valves, Paoul, Pianca, RealCable, Seguso Vetri d'Arte; grande affluenza anche ai talk con scrittori e studiosi che si sono tenuti da Adacta, I Magredi, Irinox, Keyline. Hanno inoltre registrato il tutto esaurito i tour di Aeroporto di Venezia, Interporto di Pordenone e Porto di Venezia, le degustazioni e visite guidate di Adelia Di Fant, Birra Antoniana, La Giardiniera di Morgan,  Distilleria Fratelli Brunello, Fedon, Morello Service, Divisione Tesan di EBM, L'Oca Bianca ed Altre Storie; affollatissimi anche i workshop promossi dai laboratori artigiani come Anna Viero, Artigianato d'Arte, Atelier Marega, Il Ricamificio, Distilleria Li.Di.A, Federica Casanova, Glass Made, Fallani Venezia, Il Forcolaio Matto, Legatoria Moderna, Luigi Bevilacqua, Nicki Colombo, Torneria SCM e Venetian Dream.

Una narrazione che ha trovato grande spazio sui social network, animando prima l’attesa e accompagnando tutta la giornata con tweet, immagini e commenti provenienti da tutto il Nordest.

“Siamo estremamente soddisfatti per l’esito della manifestazione – ha dichiarato Antonio Maconi, il curatore di open Factory – soprattutto perché è stato un lavoro corale svolto assieme ai promotori e alle aziende che hanno aderito. Siamo certi che dopo questa prima entusiasmante esperienza Open Factory potrà diventare laboratorio stabile di turismo culturale manifatturiero, anche per far crescere una cultura imprenditoriale che ha sempre più necessità di raccontarsi con forme innovative non solo nel proprio territorio ma anche nei propri mercati”.

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