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Quanto valore diamo ai beni comuni?

18/10/2017

rossella12

I beni comuni sono essenziali ed insostituibili per la dignità del proprio vivere. Indispensabili per mantenere un buon livello di qualità di vita oltre che garantire la sopravvivenza del pianeta eppure molto spesso dimenticati. Ma dalle partnership pubblico-privato possono nascere modalità di collaborazione innovative, come racconta Rossella Sobrero nella sua rubrica di questa settimana.

Quando parliamo di Valore Condiviso raramente pensiamo ai beni comuni. La nostra cultura su questo argomento è infatti ancora molto scarsa…

Prima di essere cose e servizi, i beni comuni sono ciò che una comunità, un gruppo sociale, una popolazione indica come essenziale e insostituibile per la dignità del proprio vivere. Beni indispensabili per mantenere un buon livello di qualità di vita delle persone oltre che garantire la sopravvivenza del pianeta.

Ne ho parlato recentemente al Festival della Crescita alla presentazione del libro “Crescere! Un Manifesto in 12 mosse” di Francesco Morace dove ho curato la parte dedicata appunto ai beni comuni (punto 4 del Manifesto della Crescita Valorizzare i beni comuni definendo nuove regole di cooperazione tra pubblico e privato).

Il punto chiave non è l’appartenenza del bene ma la sua gestione. Si deve permettere infatti ad ognuno l'accesso al bene e stimolare, per quanto possibile, la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Senza dimenticare che amare, proteggere, gestire correttamente i beni comuni rappresenta un impegno che può portare a scelte più sostenibili e favorire il cambiamento nei rapporti tra le persone e tra le organizzazioni.

Un aspetto interessante è il ricorso alla partnership pubblico-privato con modalità di collaborazione innovative. Si possono infatti sperimentare soluzioni nuove: grazie a informazioni, infrastrutture, competenze - che devono essere considerate risorse condivise – possono essere realizzati progetti capaci di offrire risposte nuove ai bisogni delle persone e generare socialità e relazioni. Istituzioni, imprese, centri di ricerca, associazioni non profit ma anche aggregazioni informali di cittadini possono dare vita a iniziative di innovazione sociale.

Dobbiamo sperare che in un futuro prossimo migliorino le partnership nella gestione dei beni comuni in termini quantitativi e qualitativi. Per produrre un cambiamento che deve essere all'insegna di un modello di crescita sempre più sostenibile. Con vantaggi per tutti.

 

 

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