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Questa strana campagna elettorale emiliana

17/01/2020

Omer Pignatti

Queste tipologie di campagne elettorali senza idee sono dovute ad una crisi temporanea della politica o siamo di fronte ad un cambiamento strutturale guidato dal modo con cui si comunica e ci si rapporta sui social network? Un quesito che si rivolge ai comunicatori quello di Omer Pignatti, in vista delle imminenti regionali in Emilia - Romagna.

Guardandola dal punto di vista della comunicazione, questa campagna elettorale per le regionali è proprio strana. Il primo elemento che balza agli occhi è la pressochè totale assenza di contenuti e quei pochi che ci sono faticano ad emergere. Sommersi da schermaglie e polemichette sui social tra i principali candidati o dalle parole di un ingombrante - comunicativamente parlando - Matteo Salvini, che ha messo le tende in Emilia-Romagna fino a quasi oscurare la candidata del centrodestra.

Un batti e ribatti su Twitter avulso dai temi di governo della regione, fatto di fotine, animali domestici, “buongiorno, caffè?” e “guardate quanta gente c’è”, in una dinamica che somiglia alle vecchie guerre di posizione, dove si sta in trincea più che uscire allo scoperto per imporre temi di dibattito o le proprie visioni politiche o della società.

Secondo elemento: nessuna significativa presenza dei partiti (con qualche eccezione) cui fa da contraltare l’attivismo e il protagonismo dei candidati che “corrono” per sé più che per la “ditta”, per dirla con Bersani.

La riflessione che noi comunicatori ci troviamo nuovamente a fare è questa: queste tipologie di campagne elettorali senza idee sono dovute ad una crisi temporanea della politica o siamo di fronte ad un cambiamento strutturale guidato dal modo con cui si comunica e ci si rapporta sui social network? Riflessioni ne sono state fatte, ma non sono mai abbastanza. Non c’è dubbio che i social network siano strumenti venuti tra noi per restarci a lungo e non è un caso  che il miliardario Michael Bloomberg si sia detto disposto a spendere 1 miliardo di dollari per battere Trump, pagando centinaia di attivisti per allestire una imponente operazione sui social. Siamo nell’epoca delle imitazioni, ed è facilmente intuibile quale possa essere le scenario delle campagne elettorali future. Il valore aggiunto del comunicatore sarà sempre più quello consulenziale e strategico, che agisce nella fase dove le idee contano più dei soldi e delle trincee.

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