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Riflessioni sul reporting

21/10/2021

Dario Mezzaqui

Se ci si sofferma sul termine rendicont-azione si nota come comprenda sia il concetto di resa e di restituzione sia quello di azione. È proprio qui che si pone il bilancio, all’incrocio tra il rendere conto dell’agire dell’impresa, e la comunic-azione, cioè mettere in comune, far conoscere e divulgare le informazioni a tutti gli stakeholder. Lo sostiene Dario Mezzaqui, Partner & Co-founder di Message, sponsor dell'Oscar di Bilancio 2021.

In questi anni il bilancio annuale nelle sue varie declinazioni (Bilancio Consolidato, Bilancio di Sostenibilità, Bilancio Integrato, Dichiarazione non finanziaria, Bilancio ambientale, Bilancio d’impatto, etc.) ha attraversato un processo di trasformazione che ha coinvolto non solo il perimetro e la struttura dei contenuti, ma anche il linguaggio, i formati di pubblicazione, le modalità di fruizione e la tipologia di pubblico a cui si rivolge.

La pressione sul mondo del business da parte di diverse fasce sociali (consumatori, associazioni territoriali, amministrazioni locali, organizzazioni ambientaliste) verso una maggior trasparenza, un impegno più ampio, una più chiara evidenza delle cose fatte e degli obiettivi da raggiungere è aumentata negli anni. Una spinta recepita e regolamentata sia dai cosiddetti framework setter (IFRS, GRI, IIRC, SASB,...) che dagli organismi internazionali, dall’ONU (vedi SDG) all’Unione Europea di cui la recente Corporate Sustainability Reporting Directive è solo l’ultima proposta verso l’adozione di reporting standard europei sulla sostenibilità.

Non sorprende quindi il focus su questo strumento di informazione che coinvolge trasversalmente tantissimi dipartimenti aziendali e tavoli di governance in un lungo processo che da ottobre a marzo vede impegnate le principali funzioni nella definizione di principi e nell’identificazione dei temi rilevanti, nella raccolta dati, nella redazione dei contenuti e in tutte le attività di comunicazione. Già, la comunicazione. Mettiamo indietro gli orologi ad una ventina di anni fa e diciamoci la verità: chi l’avrebbe mai detto che il bilancio sarebbe diventato un formidabile strumento di dialogo, di comunicazione e di forte espressione dell’identità di brand?

Soffermiamoci un attimo sul termine rendicont-azione che include sia il concetto di resa e di restituzione che quello di azione. È proprio qui che si pone il bilancio, all’incrocio tra il rendere conto dell’agire dell’impresa, delle cose fatte e delle cose da fare  (processi, policy, risultati, impatti,) e la comunic-azione, cioè mettere in comune, far conoscere e divulgare le informazioni a tutti gli stakeholder.

Quando diciamo “a tutti”, intendiamo davvero “a tutti” perchè, aldilà dei framework e della compliance, i report annuali oggi non si limitano ad esaudire le necessità informative degli investitori, degli azionisti, dei fondi o delle agenzie di rating, ma abbracciano un ampio spettro di attenti lettori che spazia dalle istituzioni pubbliche alle associazioni ambientaliste, dalla popolazione interna dei dipendenti ai talenti, dai clienti ai fornitori ed ai partner. Recenti analisi (vedi “Reporting Matters”e  “The Battle for Annual Reporting”) ci forniscono un quadro diverso rispetto a quello che da anni avevamo in mente. Rispetto alla platea costituita da grandi investitori, regulators ed enti governativi, abbiamo oggi evidenze statistiche, grazie alle tecnologie e alla digitalizzazione dei bilanci, che mostrano come dipendenti e collaboratori, investitori retail e clienti sono frequentatori regolari delle pagine web o pdf dedicate al reporting annuale. Due grandi driver hanno portato a questi profondi cambiamenti: il push sociale di cui parlavamo poco fa e l’innovazione tecnologica.

Le crisi sociali ed economiche, in abbinata all’accelerazione del deterioramento delle condizioni ambientali in cui viviamo hanno prodotto una sensibilità diffusa  e attirato le attenzioni anche dei non addetti verso tematiche quali la proattività nella gestione dei rischi, l’integrazione della sostenibilità nella governo dell’azienda, il controllo della catena di fornitura, il ciclo di vita dei prodotti, le politiche di welfare, la parità di genere, la garanzia di uguali opportuntà per tutti, le discriminazioni, etc..

La digitalizzazione è il secondo grande driver di cambiamento anche nel mondo dei bilanci, causa ed effetto dell’estensione della platea. Lo scorso anno si è tenuta la Digital Reporting Convention, un evento internazionale tutto focalizzato sulle nuove frontiere della comunicazione del reporting annuale (tante aziende non stampano più il bilancio) che ha acceso il dibattito su diversi temi quali: pensare il bilanco in una logica “digital-first”, il bilancio come esperienza di navigazione online, il ruolo che possono rivestire l’automazione e l’Artificial Intelligence,  lo standard iXBRL, le strategie di “push-reporting” affinchè l’enorme bacino di contenuti del bilancio possa raggiungere tutti gli stakeholder attraverso i diversi canali di comunicazione. Vedi i 10 Take Aways sul Digital Reporting.

In effetti, un numero crescente di aziende ha costruito attorno al bilancio un ecosistema di comunicazione ed una strategia di content marketing declinata su una grande varietà di strumenti: la versione pdf, il documento stampato, pubblicazioni sintetiche distribuite in vari formati (poster, schede, executive summary, etc..), realizzazione di micro-siti dedicati, integrazione di video con animazioni e interviste, spacchettamento dei contenuti e veicolazione sui canali social, eventi e webinar dedicati.

Gli awards come l’Oscar di Bilancio sono momenti importanti che testimoniano dell’evoluzione e delle trasformazioni in atto poichè contribuiscono a diffondere e consolidare principi fondamentali quali la chiarezza di esposizione, la trasparenza e l’esplicitazione di strategie e obiettivi,  la completezza, la qualità dei dati e l’efficacia della comunicazione nel coinvolgimento degli stakeholder. Il 25 Novembre 2021, alla 57esima edizione dell’Oscar di Bilancio, sapremo chi sono le aziende più virtuose nell’attività di reporting in Italia.

 

 

 

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