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OpenAI rilancia con ChatGPT ed è il momento di nuove riflessioni

15/11/2023

Beniamino Buonocore

OpenAI ha presentato una serie di novità importanti per il suo ChatGPT, e alcune segnano un ulteriore passo in avanti nei confronti della concorrenza. Tra le tante, almeno tre sono da considerare con attenzione.

E così è arrivato il giorno delle novità, quelle che ti aspetti perché in rete se ne parlava da un po’, e quelle che non ti aspetti, perché poi non sono così evidenti, ma che possono lasciare un segno importante.

OpenAI ha presentato una serie di novità importanti per il suo ChatGPT, e alcune segnano un ulteriore passo in avanti nei confronti della concorrenza (ad esempio Google, anche se in molti continuiamo a credere - sperare - in un suo ritorno sulla scena con delle risposte importanti).

Tra le tante novità, alcune molto tecniche che lasciamo da parte, almeno tre sono da considerare con attenzione. 

La prima: aumento della capacità di contesto 

Quella che probabilmente più salta agli occhi è il cosiddetto “aumento di contesto” che arriva a 128K, per la versione GPT-4 Turbo. La capacità di contesto è la capacità di elaborazione di domande e risposte da parte della AI. Fino a questo momento il riferimento era Claude-2 con 100K, ma che però non riesce ancora ad avere la qualità delle risposte di cui è capace GPT (o almeno questo nell’esperienza di chi scrive). 

L’aumento di contesto ha un’applicazione pratica interessante, ovvero la possibilità di far gestire a GPT una mole di documenti 30 volte maggiore quella attuale (che è di circa 4k). Dichiara OpenAi che 128k equivalgono, circa, a 300 pagine di un libro.  

Le applicazioni che immagino collegate al lavoro del professionista della comunicazione, sono diverse. Facciamo un po’ di esempi:  

  1. poter presentare a GPT una serie di cartelle stampa e chiedergli di generare una sintesi, oppure di fornire indicazioni su come sono trattati certi temi, sulle opinioni generali, sul tipo di linguaggio usato, e così via. Un lavoro che fatto “a mano” richiederebbe moltissimo tempo

  2. fare una sintesi, successivamente ad un’operazione di listening (magari dei social) per determinare il sentiment rispetto ad un preciso argomento, o verso la notorietà di un brand o di un personaggio; 

  1. ricevere un aiuto concreto nelle attività di editing di un testo, o di una serie di contenuti, per verificarne coerenza logica, grammaticale, e così via

  1. avere la possibilità di offrire un maggior numero di dati, e informazioni, prima di chiedere a GPT la collaborazione (ad esempio) per strutturare piani di comunicazione complessi e omnicanale; soprattutto sfruttando la capacità di sintesi delle AI 

Naturalmente ci possono essere tante altre possibilità, ma credo che il senso si chiaro. 

La seconda: GPT sempre più aggiornato

Altro elemento interessante è che ora i dati di aggiornamento dell’addestramento di GPT-4 Turbo arriveranno ad aprire 2023 (per ora sono fermi a gennaio 22). In sostanza se non si avvicina all’aggiornamento di un motore di ricerca poco ci manca. Naturalmente i nuovi contesti andranno sperimentati per verificare la qualità delle conversazioni con l’AI. 

Anche qui, l’aspetto pratico è quello che ci interessa, soprattutto per una professione che ha bisogno di verificare come le cose si modificano nel tempo. 

Il lavoro del comunicatore, in certi contesti, richiede anche di poter approfondire temi velocemente. Quante volte ci capita di fare ricerche, attraverso Google, che però ci forniscono informazioni in qualche modo frantumate all’interno di blog, di articoli pubblicati, di post sui social e così via. Sono informazioni che per diventare utili hanno bisogno di essere rimesse insieme, e che però ci lasciano sempre come se la risposta alla nostra domanda sia stata lasciata a metà. Con le AI questo non accade, semplicemente (si fa per dire) perché GPT risponde nel merito della domanda, e lo fa direttamente senza rimandarci ad altri siti (come fa Google).  

Una ricerca di informazioni (che vanno sempre verificate) capace anche di risultati interessanti, ma che fino ad oggi ci lasciava sempre nella necessità di verificare l’aggiornamento delle informazioni; quante volte GPT ci ha risposto che il suo addestramento si ferma a gennaio 2021. Ora questo diventa un problema minore, atteso che l’addestramento arriva ad aprile 2023. Insomma meglio di Google a cui, spesso, serve chiedere che ci mostri informazioni “dell’ultimo anno.  

Ultima innovazione, si fa per dire: la personalizzazione di ChatGPT, attraverso i “GPTs

OpenAI aveva già tempo fa, inserito la possibilità di fornire a GPT una serie di istruzioni personalizzate da applicare durante le conversazioni. Istruzioni che GPT metteva in pratica su ogni tipo di conversazione. Di conseguenza, potevamo istruire GPT solo con personalizzazioni generiche per non interferire con i diversi contesti che potevano essere creati. Per intenderci, non era possibile fornire personalizzazioni sullo stile di scrittura, o sul tono di voce da utilizzare, perché questi elementi avrebbero influenzato tutte le conversazioni successive, anche quelle in cui era necessario che lo stile o il ToV avessero caratteristiche specifiche. Ora invece, grazie ai “GPTs”, sarà possibile definire diversi tipi di personalizzazioni, a seconda delle necessità. 

Le applicazioni pratiche, anche qui, sono diverse, ma concentriamoci su quelle riguardanti la produzione di contenuti. 

  1. nella produzione di contenuti a sostegno delle attività di branding possiamo personalizzare tutte le attività riferite al brand, inserendo stile di scrittura, tono di voce (ToV) da utilizzare, riferimento al tipo di pubblico, fino a segnalare a GPT termini da utilizzare o non utilizzare; 

  1. nelle attività di sostegno all’editing possiamo indicare a GPT come comportarsi rispetto al nostro stile di scrittura, indicargli come correggere un testo -nella mia esperienza chiedo sempre a GPT di indicarmi cosa vuole correggere e come vuole correggere-; addirittura chiedergli di applicare le regole della punteggiatura -anche qui, la mia battaglia personale con GPT sull’utilizzo della virgola dopo la congiunzione “e” finalmente mi vedrà vincitore (forse); 

  1. possiamo creare una serie di chatbot diversi, a seconda delle necessità, questo è un gran vantaggio nella misura in cui chiediamo a GPT di “agire come se fosse …”: capita che gli chiediamo di essere un esperto di una serie di argomenti, e soprattutto di rappresentare una determinata competenza con delle caratteristiche particolari. Ora potremmo creare queste diverse “personalità” conservarle, e migliorarle nel tempo, per arrivare così ad avere un assistente che si comporti come noi vogliamo, per essere un vero supporto al lavoro. 

  1. possiamo creare delle personalizzazioni specifiche per la produzione di immagini (con DALL•3); 


Anche qui le possibilità sono diverse, ma quello che è interessante sottolineare è la possibilità di modellare GPT in maniera da essere un assistente reale al lavoro, complesso, del comunicatore.
 

Le AI sono, sempre più, un’opportunità da non perdere

Sempre più lo sviluppo delle AI va nella direzione di creare strumenti che non hanno l’ambizione di sostituirsi all’opera del l’uomo, ma nella direzione di un sostegno, quotidiano, alle sue necessità. Ma certo questo richiede che ci sia la disponibilità, direi anche il coraggio, di accettare che le innovazioni sono qualcosa di innato nelle persone; sono la rappresentazione di quella necessità innata, e tipicamente umana, di sentirsi migliori. Quasi a dire che accettare le innovazioni coincida con l’accettare l’essenza stessa dell’essere umano, e dell’Umano Pensare. 

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