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Ripartenze, dal dopo terremoto al dopo Covid-19

05/06/2020

Redazione

Il tema della ricostruzione fisica e sociale nelle aree centrali sarà al centro dell'evento organizzato da Ferpi Abruzzo e Molise, in programma martedì 9 giugno, in diretta sulla pagina Facebook della Delegazione.

Ripartenze. Fase 2 e fase 3. Restart (e così rendiamo merito alla felice intuizione agli amici di Ferpi Triveneto che in questi mesi difficili hanno costruito un bel percorso di confronto sulla comunicazione). Chiamatele come volete. Per i più fortunati significa uscire dal periodo lockdown e provare a riprendere da dove avevano lasciato, ma per altri purtroppo sarà necessario ripartire da zero. Poi ci sono quelli che lo stop & go lo avevano già drammaticamente vissuto, in conseguenza dei terremoti più recenti: L’Aquila e parte dell’Abruzzo nel 2009, l’Emilia nel 2012, ancora l’Abruzzo insieme a Lazio, Marche e Umbria nel 2016, le cui popolazioni si trovano a fare i conti con una crisi nuova, diversa, che si aggiunge ai problemi esistenti e in buona parte irrisolti.

Ricostruire si, ma cosa? Se è vero – come spiega bene La Carta di Rieti, uno strumento nato affrontare con una comunicazione responsabile i disastri naturali – che “ogni territorio esprime una propria identità, geografica, sociale, comunitaria, ambientale e produttiva, che lo caratterizza e lo differenzia da qualsiasi altro territorio”, è altrettanto vero che “una calamità naturale – qualunque essa sia e qualunque sia la sua portata – impatta su ogni identità del territorio colpito, nessuna esclusa”.

La delegazione Ferpi Abruzzo e Molise nell’incontro previsto martedì 9 giugno ore 18.00, ha deciso di mettere intorno ad un tavolo (virtuale, come ormai usa dire e fare) alcuni degli attori principali di quella che – anche alla luce della nomina del nuovo Commissario straordinario alla ricostruzione 2016 e delle normative specifiche più recenti, – si spera finalmente possa essere considerata fase decisiva per il rilancio di un territorio, quello dell’Appennino centrale, che evidenzia problematiche e potenzialità comuni e che quindi può essere guardato e salvaguardato anche come un unicum.

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