Filippo Nani - Presidente FERPI
Il compito di FERPI è alzare l’asticella: trasformare competenze in cultura, strumenti in responsabilità, visibilità in reputazione.
La ricerca LinkedIn “Media, Giornalismo e Comunicazione in Italia e nell’UE” conferma ciò che noi relatori pubblici sperimentiamo ogni giorno: la differenza, oggi, non la fa solo la padronanza degli strumenti, ma la capacità di dare senso e direzione. In un mercato dove crescono ruoli di coordinamento, corporate e public affairs e dove creatività, tecnologia e dati si fondono, noi comunicatori dobbiamo rafforzare soprattutto le soft skills: ascolto, empatia, pensiero critico, negoziazione, leadership e gestione delle crisi. Sono competenze che trasformano la comunicazione da produzione di output a funzione strategica: leggere il contesto, scegliere priorità, costruire fiducia e alleanze con gli stakeholder.
È un messaggio che a Milano, durante la presentazione del libro di Roberto Stasio, è emerso con chiarezza: per chi è già nel lavoro è un invito a evolvere; per i giovani comunicatori è una bussola per entrare nella professione con mentalità manageriale, non tattica.
In fondo, la sfida è semplice e enorme: non limitarsi a “comunicare”, ma aiutare persone e organizzazioni a capirsi, a scegliere, a fidarsi. Se le Relazioni Pubbliche sono, come ricorda la definizione PRCA, una funzione di management strategico che costruisce fiducia e orienta decisioni in contesti complessi, allora il compito di FERPI è alzare l’asticella: trasformare competenze in cultura, strumenti in responsabilità, visibilità in reputazione.
La strada c’è: etica, formazione continua, comunità e metodo. E il momento è adesso, perché chi sa creare relazioni autentiche non segue il cambiamento: lo guida.
Qui le slide.