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Telecom, migliore azienda italiana per la comunicazione online

06/12/2012

L'azienda guidata da Franco Bernabè si conferma leader nella comunicazione online seguita da _Hera_ e _Eni_ nel _KWD Webranking 2012,_ la più attesa ricerca europea sulla qualità della comunicazione corporale online realizzata per l'Italia da _KW Digital,_ in collaborazione con _Lundquist._

Con 87,5 punti su 100 assegnabili Telecom Italia si conferma regina nell’undicesima edizione italiana della ricerca KWD Webranking. Hera (85,8) strappa a Eni (83,5) la seconda posizione. Ansaldo STS e Maire Tecnimont (+9,7 punti), vincono il titolo di “best improver” come società che hanno aumentato maggiormente il proprio punteggio rispetto all’edizione precedente.
Sono i risultati dela ricerca KWD Webranking, realizzata da KW Digital (divisione digitale di Hallvarsson&Halvarsson) in collaborazione con Lundquist e pubblicata in esclusiva sul Corriere della Sera, da sedici anni la ricerca più riconosciuta in Europa nella valutazione della qualità della comunicazione corporate online. In Italia la ricerca ha considerato le 102 maggiori società quotate italiane per capitalizzazione.
Telecom ed Eni si confermano anche nelle prime due posizioni nella classifica Europe 500 che ha considerato le maggiori società per capitalizzazione in Europa (classifica FT Europe 500). In terza posizione si trova la svedese SCA con 78,3 punti seguita dalla tedesca BASF (78,1) e dall’utility finlandese Fortum (74,4).
La media delle cento società italiane di 32,5 punti, in calo dal 2010, rimane di 7 punti inferiore alla media europea. Il protocollo quest’anno è stato profondamente cambiato, grazie all’introduzione di sottocriteri dedicati ai social media e ai motori di ricerca all’interno dei criteri della ricerca (con un peso del 13,5% rispetto al 5% del 2011). I social media, infatti, sono ormai componenti importanti della comunicazione e non devono essere più considerati uno strumento accessorio.
La media italiana di 32,5 punti è significativamente inferiore alla media delle maggiori 500 società a livello europeo (39,3 punti). Il calo del punteggio a livello italiano, di 4,3 punti rispetto alla precedente edizione, è tuttavia in linea con quello a livello internazionale (-5 punti).
La ragione della perdita del punteggio è dovuta alla maggiore severità del protocollo, ed in particolare al maggior peso attribuito a social media e ai motori di ricerca all’interno del protocollo. L’edizione 2012 della ricerca non considera solamente la presenza della società su diversi canali, ma valuta come questi canali sono utilizzati e quali informazioni vengono condivise.
Il punteggio medio, tuttavia, nasconde una forte disomogeneità nelle perfomance. Come si nota dal grafico che riporta l’evoluzione del punteggio italiano nelle diverse edizioni della ricerca, dal 2002 è aumentata profondamente la differenza tra la performance delle migliori società italiane, che sono riuscite anche a raggiungere ottime posizioni in Europa, e il punteggio medio italiano, che rimane molto basso a causa dell’immobilità di gran parte delle aziende incluse in classifica.
Quest’anno, infatti, sono ben 80 le società ad aver ottenuto un punteggio inferiore ai 50 punti, soglia che identifica un sito di buon livello.
Il confronto con i risultati europei mette in evidenza che le performance italiane sono simili a quelle internazionali nelle sezioni
maggiormente legate alla disclosure, come le informazioni sulla corporate governance e sui risultati finanziari, mentre se ne discostano significativamente in aree fondamentali nella costruzione dell’identità aziendale come la responsabilità sociale, l’employer branding e le informazioni sull’azienda come il brand, il modello di business e la posizione di mercato.
Aggregando i diversi punteggi legati ai social media e motori di ricerca
presenti nelle diverse sezioni della ricerca, è evidente come le società italiane siano particolarmente deboli, poiché ottengono meno di un quinto del punteggio massimo. Il dato è particolarmente significativo soprattutto se letto nel confronto europeo, dove il punteggio medio raggiunge quasi il doppio.
Joakim Lundquist, rappresentante di KWD in Italia e fondatore di Lundquist commenta: «Il confronto con i risultati europei conferma che per molte società italiane il sito istituzionale viene utilizzato come un semplice archivio di informazioni, dove vale la regola del mero copia-e-incolla di contenuti del bilancio. Nonostante la ricchezza di contenuti le società faticano ad essere innovative e ad utilizzare il sito come strumento fondamentale nella costruzione della propria identità».
L’undicesima edizione di KWD Webranking Awards, che premierà i migliori siti web istituzionali della ricerca KWD Webranking 2012 Italy Top100, si terrà mercoledì 12 dicembre a Milano dalle ore 15.00 presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera.
Clicca qui per leggere la ricerca.

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