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Terroristi sauditi costituitevi! le carceri di casa vostra non sono poi così brutte come si dice

22/12/2004

Originale campagna di comunicazione per convincere i criminali sauditi a costituirsi. Lodate le carceri arabe e l'umanità dei carcerieri.

"Tornate fratelli! nelle carceri si sta meglio che a casa; i guardiani sono molto gentili!", questa la sintesi degli accorati appelli che alcuni prigionieri del carcere saudita di al-Hayer hanno rivolto agli altri terroristi latitanti in un servizio andato in onda sulla tv araba.
La posizione dell'Arabia Saudita nello scacchiere mediorientale, stretta tra l'alleato a stelle e strisce sempre più potente e scomodo e i sostenitori o comunque simpatizzanti le cause della rivolta all'ordine statunitense, è simile a quella dell'equilibrista sul filo.La politica di sostegno alla lotta al terrorismo ha causato gravi problemi alle autorità saudite che hanno visto il loro territorio sempre più colpito da attentati dinamitardi, ma non schierarsi apertamente contro l'integralismo più violento non è una alternativa nemmeno immaginabile di questi tempi.
Uno dei grandi problemi dei sauditi in questo momento è togliere dalla circolazione una trentina almeno di latitanti eccellenti, tutti condannati per reati legati al terrorismo. Nel giugno scorso il governo ha decretato un mese di amnistia per incentivare i fuggiaschi a costituirsi, tattica che ha raggiunto alcuni risultati - 4 redenti - ma non ha risolto il problema. Ora il tentativo per completare l'opera è affidato ai detenuti, a quei terroristi che hanno usufruito dell'amnistia di giugno. Sono loro e i loro parenti intervistati a tentare di persuadere i latitanti che le carceri saudite non sono un brutto posto. Tentativo assai arduo se si prendono per veri i resoconti di Amnesty International e Human Rights Watch, che raccontano di frequenti casi di torture fisiche e psicologiche e di una mancanza quasi assoluta di garanzie e diritti per il carcerato e per i suoi parenti.Le dichiarazioni dei detenuti dipingono una realtà diversa: quella di un carcere in cui i guardiani sono più gentili degli amici e dei parenti, in cui ci sono tutte le comodità - e le immagini mostrano stanze pulite, sobrie e confortevoli - a differenza della vita dei latitanti, sempre in fuga, assillati dall'idea di essere braccati.
L'originale campagna di comunicazione sembra debole e poco efficace ma è emblematica di una condotta, quella delle autorità saudite, molto compromissoria. Gli interessi da soddisfare sono così contrastanti che l'unica soluzione sembra essere mettere in atto con determinazione e visibilità iniziative inefficaci.
Gabriele De Palma - Totem

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