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A Padova, due medie imprese su cento hanno un direttore comunicazione. E nel resto d'Italia?

15/12/2004
Due settimane fa questo sito ha pubblicato un vivace resoconto di una discussione padovana su quel che pensano alcune imprese padovane delle loro relazioni con i media. Incuriosito, ho chiesto all'amico Giampietro Vecchiato, autore dell'ottima ricerca che ha scatenato la discussione, di mandarmi i dati.Eccoli.
Un commentoL'obiettivo è fotografare il ruolo assegnato dalle imprese alle relazioni con i media. Non vedo ragioni fondate per non considerare le maggiori 150 imprese padovane con più di 100 dipendenti come rappresentative delle medio imprese almeno del centro nord del Paese, esclusi i due grandi centri di Milano e Roma. La prima cosa da rilevare è l'elevato numero di risposte ricevute pari al 71% del campione, quindi l'attendibilità è elevata.   Cosa dicono? Solo il 15% svolge attività continuativa di relazione con i media. Di questo 15%, due terzi hanno un ufficio interno e un terzo si rivolge all'esterno. Fra quelle con ufficio interno 7 su 10 lo fanno gestire dal marketing, 2 su 10 da un relatore pubblico e 1 su 10 da un giornalista. Per quelle che invece si rivolgono all'esterno, 8 su 10 si rivolgono ai relatori pubblici e 2 su 10 ai giornalisti. Perchè queste imprese fanno media relations?
Nell'ordine (risposte multiple):- per l'immagine (85), - per aumentare le vendite (44), - per la notorietà (25), - per la reputazione (19).A chi fa capo questa attività nelle imprese che ce l'hanno? Per il 73% all'amministratore delegato o al direttore generale, per il 15% al marketing e per il 12% a un direttore comunicazione. Se volessimo estrapolare si potrebbe sostenere che il 12% del 15% delle medie imprese del centro nord con più di 100 dipendenti (sempre escludendo Milano e Roma) ha un direttore della comunicazione.
Stiamo parlando all'incirca del 2%. Un'altra considerazione è che per il 48% del campione che non fa attività di media relations (il restante 37% le fa, ma senza continuità) alla domanda del perchè, le risposte multiple nell'ordine sono: °non serve (73), °siamo troppo piccoli (56), °facciamo già pubblicità sugli specializzati (38).
Ecco su 100 medie imprese, 2 hanno un direttore di comunicazione,15 svolgono attività continuativa di media relations, 48 no perchè non serve, si considerano troppo piccoli o perchè fanno già pubblicità sugli specializzati e 37 ogni tanto. Se una impresa si rivolge all'esterno per le media relations in 8 casi su 10 si rivolge a un relatore pubblico anzichè a un giornalista.
Sarebbe interessante qui indagare meglio per capire fino a qual punto questa predilezione sia consapevole. Se lo fosse, dimostrerebbe che le imprese sono mediamente più saggie del legislatore (rif. art. 9 della legge 150/2000). Benvengano ricerche come queste da diverse parti d'Italia, Forse quale referente territoriale della Ferpi potrebbe prendere utlimente spunto da questo lavoro di Vecchiato e verificare se le nostre ipotesi di estrapolazione sono corrette.
Oppure, vista la relativa atttrazione delle imprese verso le media relations, si potrebbe fare una analoga indagine da qualche altra parte per verificare le attività degli eventi, oppure il rapporto percepito fra relazione e comunicazione. Insomma ci sarebbe davvero molto da indagare per consentire ai nostri soci di sviluppare la loro attività. Da Padova il messaggio è chiaro.
(tmf)

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