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A Verona la prima edizione del Premio OMI

18/04/2013

Al via la prima edizione del premio dedicato alla miglior Monografia Istituzionale, organizzato dall'Osservatorio Monografie Istituzionali d'Impresa e nato per iniziativa del docente di Comunicazione d’Impresa dell’Università di Verona, _Mario Magagnino._ Lo scorso 17 aprile si sono riunite le giurie per decretare i vincitori del riconoscimento, realizzato in collaborazione con Ferpi.

di Biagio Longo
A Verona, mercoledì 17 aprile, d-day per la prima edizione del Premio per la Migliore Monografia Istituzionale d’Impresa: una doppia giuria – Juniores e Seniores – si e’ riunita alla Camera di Commercio per scegliere tra ben 54 monografie aziendali, splendidi volumi, pur destinati a diverse funzionalità.
I componenti della giuria sono ferratissimi. Soprattutto quelli Juniores: trenta studenti di Comunicazione provenienti dall’Università degli Studi di Verona, dall’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e dall’Internazionale dell’Editoria – Scuola del progetto, delle tecniche e degli strumenti editoriali di Verona.
Scegliere non e’ un lavoro facile. Anche perché monografia istituzionale d’impresa ormai vuol dire tutto e nulla. Company profile? Catalogo di prodotto? Presentazione di progetti realizzati? Ricostruzione storica dell’impresa?
“In effetti se si dovesse dare una definizione sintetica – dice Mario Magagnino, ideatore e principale animatore del premio – dovremmo escludere tanti prodotti editoriali. Non ci sono più confini rigidi e persino le grandi case editrici mischiano il genere nelle collane più diverse. C’è persino chi fa la sua Monografia sotto forma di semplice pubblicazione Numero zero…”
Se ci guardiamo bene intorno, in effetti, sotto la definizione di Monografia Istituzionale d’Impresa ci possono essere opere edite nelle forme fisiche più diverse. Gli stessi aspetti “istituzionali” di un Ente o di un’Azienda possono riguardare la sua storia, la sua mission, o anche i suoi aspetti tangibili (impianti produttivi, stabilimenti, strutture complementari, produzione, aspetti finanziari, etc.), oppure ancora i suoi asset immateriali o culturali rappresentati dal “fattore umano”: valori, progetti, storia, idee, posizionamento e coerenza nel tempo.
Tutti questi aspetti di diversificazione, che erano presenti nella cinquantina di opere analizzate, rendevano difficoltosa la comparazione.
Ma se i Seniores si sono salvati applicando alla fine un criterio di gusto esperienziale, i nostri baldi giovani della Giuria Juniores, avevano ben chiari in testa altri criteri: Creativita, Design, Produzione e_ Stampa dei volumi._
Creatività vuol dire valutare il concetto (concept) su cui si basa lo sviluppo figurativo, letterario e compositivo dell’opera. Tale concetto può avere connotazioni simboliche, evocative, storiche o documentaristiche.
Per il Design la valutazione si basa sul graphic design, l’impaginazione, l’iconografia grafica e fotografica, ed in generale le scelte estetiche e formali adottate.
Per la Produzione, il criterio di valutazione si concentra principalmente su qualità di stampa e dei materiali (carta o altro) utilizzati.
Confrontando un parere con un giovane universitario della giuria mi son sentito dire: “Ma no, a me quel volume non mi convince perché ha una impaginazione incoerente e poi i caratteri non congrui con la dimensione del foglio, e forse io non avrei scelto una carta così porosa che toglie luce ai colori…..” (!!!) Il professor Magagnino, che e’ docente di Comunicazione d’Impresa a Scienze della Comunicazione dell’Università di Verona, è in brodo di giuggiole a sentir parlare con tanta competenza e passione uno dei suoi ragazzi: “Ormai questa competenza e’ ineludibile, dice. E’ tempo di avere una specializzazione anche su questo tipo di pubblicazioni diventate, che lo vogliamo o no, lo strumento principale e più conosciuto dello Storytelling management. Cioè, del racconto che un’azienda fa della propria storia, per comunicare i propri valori e concorrere così a rafforzare, o addirittura formare, la Reputazione Aziendale (Brand Reputation) che oggi il mercato richiede. Associazioni professionali come Ferpi, così come le altre che hanno dato il patrocinio a questa nostra iniziativa, possono fare molto per migliorare questa formazione. Insieme a Ferpi noi siamo pronti ad offrire nuove opportunità di specializzazione su questi temi a ragazzi così attenti e appassionati come sono gli studenti dei nostri corsi”.

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