Redazione
La conferenza internazionale promossa dal World Innovation and Change Management Institute (WICMI) sotto il patrocinio di FERPI, che ha riunito professionisti della comunicazione, accademici, istituzioni, media e organizzazioni internazionali attorno a tre assi strategici: Green Communication, ESG e Sustainable Heritage.
Il 27 –28 gennaio scorsi, a Roma, presso l'Hotel Quirinale, si è tenuto il PR Roman Forum – Green Communication, ESG e Sustainable Heritage, organizzato dal World Innovation and Change Management Institute (WICMI) sotto il patrocinio della FERPI e con il supporto di numerose associazioni di livello internazionale, tra cui:
Public Relations and Communications Association (PRCA)
Global Alliance for Public Relations and Communication Management
International Public Relations Association (IPRA)
European Association of Communication Directors (EACD)
Fédération Internationale des Journalistes et Écrivains du Tourisme (FIJET)
La riuscita del Forum è stata confermata dall’elevato livello dei contributi e dalla qualità del confronto, che ha restituito un messaggio chiaro: la sostenibilità non è (solo) una questione ambientale, economica o sociale, ma (anche) sempre più una questione di buona comunicazione e di governance delle relazioni con gli stakeholder.
Un’apertura nel segno della responsabilità condivisa
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali inviati di Richard Linning, Presidente del WICMI, Filippo Nani, Presidente FERPI, e Antonella Melito, Consigliera dell’Assemblea Capitolina di Roma. In particolare, è stato sottolineato il ruolo di FERPI nel sostenere il Forum come spazio di confronto critico per la professione, così come il contributo determinante di Danijel Koletić, Presidente del Comitato Organizzatore WICMI, nell’ideazione e realizzazione dell’iniziativa.
"Con il PR Roman Forum, Ferpi ha voluto rafforzare ulteriormente il suo impegno a livello internazionale, su temi chiave per il nostro settore” ha dichiarato a fine giornata Filippo Nani, presidente FERPI. “Abbiamo sentito fortemente la responsabilità di contribuire ad ospitare un evento di questa caratura nel nostro Paese, che ci ha portato ad accogliere, come ideali "padroni di casa" italiani, alcune delle più importanti associazioni "omologhe" a livello internazionale."
La moderazione della prima giornata è stata assunta dal Socio FERPI Francesco Rotolo, in qualità di Director of Institutional and Business Relations del WICMI e, dunque, idealmente “ponte” tra le due principali realtà organizzatrici. Dopo avere portato i Saluti di alcune importanti Associazioni internazionali del nostro settore non presenti in sala, nonché di Toni Muzi Falconi, decano delle Relazioni Pubbliche a livello internazionale, nella sua introduzione Rotolo ha posto subito un tema centrale: se la sostenibilità fosse davvero acquisita come paradigma operativo, non sarebbe ancora oggi oggetto di un dibattito così polarizzato. Il fatto che lo sia indica un problema di percezione, fiducia e, quindi, di comunicazione, al di là delle effettive practices o policies. Su queste basi è stata quindi avviata la prima sessione collettiva del Forum.
Green Communication e Green Responsibility
La roundtable “Green Communication, Green Responsibility”, moderata da Dan Gerrella (CIPR), ha visto confrontarsi Justin Green (Global Alliance), Alexander Dourchev (ICCO), Caterina Banella (FERPI – Global Women in PR), Massimo Castellano (Blue Planet Economy) e Sergio Vazzoler (Amapola Società Benefit).
Dal dibattito è emerso come la comunicazione sostenibile non possa limitarsi a “raccontare” l’impegno ambientale, ma debba farsi carico della coerenza tra parole, azioni e impatti, evitando tanto il greenwashing quanto il greenhushing. Un punto di grande rilevanza scientifica e professionale, che ha riportato al centro il tema della fiducia (Trust) come infrastruttura invisibile della sostenibilità.
Sustainable Heritage: una responsabilità attiva
Nella seconda parte della mattinata si è quindi svolto il primo blocco dedicato ad uno dei temi originali di questa nuova Conference, ovvero quello del Sustainable Heritage, che ha offerto contributi di altissimo profilo internazionale.
Carlos Chaguaceda Álvarez (Museo del Prado) ha mostrato come un grande museo possa integrare conservazione, accessibilità e sostenibilità senza trasformare la responsabilità in mera performance comunicativa.
Aya Karam Kordy (Grand Egyptian Museum) ha affrontato il tema della governance del patrimonio su scala monumentale, evidenziando le tensioni tra identità culturale, infrastrutture, turismo e aspettative globali.
Ivana Alilović (Zagreb County Tourist Board) ha portato una prospettiva territoriale, dimostrando come il turismo possa diventare strumento di tutela del patrimonio solo se progettato come sistema e non come estrazione di valore.
Esra Bideci (Sito UNESCO di Efeso) ha infine restituito l’urgenza del tema, mostrando come la pressione turistica renda la sostenibilità una condizione necessaria per la sopravvivenza stessa del patrimonio, soprattutto in presenza di flussi importanti di visitatori.
Media, epistemologia e intelligenza artificiale
Nel pomeriggio, la roundtable “Media Responsibility in Sustainable Green Communication”, moderata da Carlo Castorina, con Barbara Millucci, Aart Heering e Michael Braun, ha evidenziato come la sostenibilità sia oggi contesa anche nello spazio mediatico, tra semplificazione, polarizzazione e responsabilità informativa.
È seguito quindi Il PR Talk “Debunking Climate Change: The Eclipse Papers”, una “intervista-dialogo” tra Rotolo e il Prof. Alberto Pirni. Nel corso di un confronto tanto serrato quanto stimolante, i due hanno ampliato ulteriormente il quadro epistemologico entro cui definiamo il concetto stesso di “sostenibilità”, con un focus sul tema del Climate Change, oggi più controverso che mai. Il dialogo ha mostrato la natura multidimensionale della crisi climatica e il ruolo della comunicazione come fattore che può rafforzare o indebolire la legittimità delle risposte organizzative.
La giornata si è quindi chiusa con l’importante intervento di Rita Di Antonio (Microsoft), che ha posto l’intelligenza artificiale come nuova variabile strutturale e non accessoria della comunicazione, capace di amplificare tanto la trasparenza quanto la disinformazione e di ridisegnare i quadri di lavoro in cui ci muoviamo.
Una riflessione di metodo
Nel complesso, già nella prima giornata di lavori il PR Roman Forum ha delineato un quadro tanto complesso quanto sfidante, nel quale le organizzazioni pubbliche e private che operano nel nostro settore devono ripensare profondamente il ruolo dei comunicatori.
"Parlare di sostenibilità, nel 2026, può sembrare una scelta controcorrente, se osserviamo l'agenda delle grandi potenze e i trend a livello globale, specie in termini di comunicazione di massa” ha concluso Nani. “Eppure, mai come in questo periodo di conflitti è necessario rimettere al centro del dibattito il valore della professionalità e della responsabilità nella nostra professione, cruciale per accompagnare i cambiamenti in atto nella società".
A conclusione della prima giornata, Rotolo ha provato a delineare una sintesi di tipo multi-disciplinare: la sostenibilità non è solo ciò che facciamo, ma come rendiamo comprensibili, credibili e governabili le nostre scelte, portando gli Stakeholder “a bordo” della nostra narrazione, chiudendo quindi con una riflessione “etimologica”.
La parola “sostenibilità”, infatti, deriva dal verbo latino sustinere – “sorreggere” “tenere in alto”, ma anche “sopportare, portare un peso”. È in questa duplice spinta che è possibile cogliere la natura ambivalente e, per questo, sfidante, di ogni azione o comunicazione di sostenibilità: essa può davvero elevarci, può farci “salire di livello”, ma solo a patto di essere disposti a “portarne il peso”, ovvero ad assumerne il carico di responsabilità che ogni scelta comporta. Anche, e soprattutto, sul piano comunicativo.
[Segue in un prossimo articolo il resoconto della seconda e ultima giornata del PR Roman Forum 2026]