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Addio a Bruno Pieroni

13/12/2012

Tra i soci fondatori di Ferpi e pioniere dell'informazione medico-scientifica in Italia, giornalista e imprenditore, si è spento a 91 anni a Milano. Un uomo che aveva saputo trasformare la curiosità in mestiere e che era riuscito a fare del lavoro il più grande divertimento della sua vita.

“Cinquant’anni fa i colleghi del marketing e della pubblicità – parlando dei primi relatori pubblici, che guardavano con sospetto – ci apostrofavano con più di un pizzico di ironia “i professionisti del sorriso”, riferendosi al famoso dentifricio Durbans. Se siamo riusciti ad arrivare al livello che hanno assunto oggi le Relazioni pubbliche è merito di tutte quelle persone che in questi 40 anni hanno creduto nel ruolo dell’associazione, e ancora prima delle associazioni che diedero vita a Ferpi: Airp, Firp e Fierp, a cominciare da Alvise Barison e Guido de Rossi del Lion Nero, passando per Guglielmo Trillo, Maffei, Consonni, Toni Muzi Falconi, fino ad arrivare all’attuale presidente. Il testimone passa ora ai giovani che non devono guardare a noi e a quello che abbiamo fatto come al passato ma come ad un patrimonio da valorizzare e da far sviluppare ulteriormente perché c’è ancora tanto da fare”. Con queste parole, nel 2010, Bruno Pieroni, celebrava i 40 anni di Ferpi, di cui è stato tra i soci fondatori.
Nato ad Albano Laziale, ma milanese di adozione, cominciò a lavorare negli anni ‘40 alla sala stampa di Roma. Da lì l’opportunità di un ingaggio presso l’Associated Press, l’agenzia di stampa americana più grande del mondo, per la quale lavorò 14 anni tra Roma, Milano e New York. Per 5 anni fu direttore delle Relazioni pubbliche di Pfizer per l’Europa e il Medio Oriente. In seguito, insieme alla seconda moglie Elena Massarani, ricercatrice, coronò il sogno di fondare un giornale di proprietà dedicato ai medici. Nacque così Stampa Medica che forniva ai clinici notizie su nuovi prodotti e criteri terapeutici.
Negli anni ‘70 Pieroni iniziò a intrattenere rapporti con le istituzioni cinesi, fondando così l’Associazione medica italo-cinese. La Cina e i viaggi erano tra le sue più grandi passioni, oltre alle macchine da scrivere di cui era appassionato cultore. Di recente aveva donato la sua collezione alla Sala stampa nazionale di Milano, che a lui ha dedicato l’aula più prestigiosa. Chi gli è stato vicino negli ultimi giorni racconta che li ha trascorsi con il Time sul comodino e il cellulare nelle mani, sempre pronto a informarsi per informare.

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