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Alla scoperta della Slow Communication

27/09/2012

Promuovere una nuova cultura digitale fondata sulla ricerca di un equilibrio sostenibile tra la velocità del web e il pensiero lento. Questo l’obiettivo di _Slow Communication,_ il movimento ideato da _Andrea Ferrazzi,_ che verrà presentato sabato 6 ottobre nell’ambito dell’Internet Festival di Pisa.

C’è chi ne fa davvero una malattia, una questione di vita o di morte. Restare sempre connessi ad internet ad ogni ora e ad ogni latitudine. Aggiornare la posta elettronica, rispondere alle mail, essere online h24. Per tentare di risolvere questo ‘malessere’ psicofisico simile alla dipendenza, spesso causato dai ritmi imposti dalla nostra vita frenetica, nasce il Movimento Slow Communication, ideato da Andrea Ferrazzi, giornalista e consulente, attualmente responsabile della Segreteria del vice presidente vicario del Consiglio Regionale del Veneto. Slow Communication si ispira ai più celebri Slow Food e Cittaslow, due pionieri di questo tipo di filosofia. Andrea Ferrazzi sarà tra gli ospiti di Internet Festival 2012, la manifestazione in programma a Pisa dal 4 al 7 ottobre. Presenterà Slow Communication al pubblico del Festival nell’incontro in programma sabato 6 settembre dal titolo Contro la dittatura del tempo reale. Percorsi per un uso consapevole del web. Il panel verrà moderato da Fabio Chiusi, giornalista e blogger e vedrà anche gli interventi di Luca Conti, giornalista e blogger, Federico Guerrini, giornalista e blogger e Alessandro Lanni, caporedattore della rivista Reset e all’Università La Sapienza di Roma. L’incontro è ad ingresso libero come tutti gli eventi dell’Internet Festival.
“Come si può facilmente intuire – spiega Andrea Ferrazzi – il Movimento Slow Communication trae ispirazione dell’esperienza di Slow Food, un’associazione nata con lo scopo di promuovere una cultura del cibo orientata alla difesa delle tradizioni, del gusto e della salute delle persone, in opposizione alla moda dei fast-food, ovvero dei pranzi consumati velocemente, senza prestare alcuna attenzione a cosa si mangia, né tantomeno agli effetti di uno stile improntato all’omologazione e, quindi, all’annullamento di quelle differenze che invece rappresentano una ricchezza fondamentale. Oggi Slow Food conta oltre 100 000 iscritti, volontari e sostenitori in 150 Paesi, 1500 Condotte – le sedi locali – e una rete di 2000 comunità che praticano una produzione di cibo su piccola scala, sostenibile, di qualità. Segno evidente che l’intuizione di Carlo Petrini si è rivelata geniale”.
“Da allora – prosegue Ferrazzi – sono nate diverse iniziative che si ispiravano a Slow Food, prima tra tutte Cittàslow, movimento nato nel 1999 su intuizione di Paolo Saturnini che sarà uno dei relatori dell’evento. Slow Communication si inserisce in questo ambito culturale e, nello specifico, si propone di promuovere una nuova cultura digitale, una nuova alfabetizzazione mediatica e una nuova etica intellettuale fondata sulla ricerca di un equilibrio sostenibile tra la velocità e l’immediatezza del Web e il pensiero lento, lineare e approfondito che utilizziamo per seguire una lunga narrazione e un’argomentazione complessa oppure per riflettere sulle esperienze della nostra esistenza. Se l’alimentazione da fast food può nuocere alla salute delle persone, la comunicazione frenetica e schizofrenica di Internet rischia di avere conseguenze negative sul così detto capitale umano e sociale, nonché sulle istituzioni democratiche. Ecco perché la promozione di una nuova cultura digitale è prima di tutto un impegno civico: solo una dieta mediatica equilibrata contribuisce a curare o a mantenere in salute la salute le nostre democrazie”.
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