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Ancora 150: la ricerca Ferpi - Ibm Bcs sull'applicazione della legge 150/2000 in due articoli di .Co

06/07/2004

I dati emersi dall'indagine commissionata da Ferpi e i commenti di Mario Rodriguez.

Da .Com di mercoledì 30 giugno 2004 L'85% dei Comuni ha le carte in regola per comunicare Sono le amministrazioni che hanno già recepito le direttive della legge 150/2000. Questo il risultato di una ricerca Ferpi-Ibm BcsEppur si muove…Cittadini scettici ed elettori critici sulle capacità di comunicazione dei vostri Amministratori, è giunta l'ora di ricredervi. Le buone notizie arrivano dalla realtà fotografata dalla ricerca "L'attuazione della Legge 150/2000 nei grandi Comuni italiani", commissionata da Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) a Ibm Business Consulting Services. L'analisi, condotta nell'ambito dell'Avviso Pubblico emanato da Formez nel settembre 2002 in base a una convenzione stipulata tra la Presidenza del consiglio dei Ministri e il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha analizzato nella prima parte del 2004 le strutture e il livello di applicazione della legge in 140 Comuni con popolazione superiore ai 50 mila abitanti. In una seconda fase sono state poi approfondite le situazioni di cinque Comuni (nel dettaglio Bari, Firenze, Bologna, Genova e Torino) che hanno saputo dare un contributo innovativo all'interpretazione della legge. Ricordiamo che la norma del giugno 2000, "sdoganata" dal regolamento di attuazione entrato in vigore nel dicembre 2001, prevede tra le altre cose la costituzione all'interno di ogni amministrazione di tre strutture distinte: un ufficio stampa, un ufficio relazioni con il pubblico e la figura del portavoce.Sorpresa: il 35% dei comuni campione ha già recepito la legge e il 50% la applica concretamente. Dei "ritardatari", il 25% prevede di adeguarsi entro un anno e il 75% comunque entro due. Le maggiori difficoltà riscontrate dal 15% dei Comuni non ancora "a norma" riguardano la preesistenza di strutture di comunicazione non allineate alle nuove finalità della norma, cui si unisce anche la carenza di personale e professionalità adeguate, insieme alla mancanza di fondi specifici da destinare alle attività di comunicazione. Per quanto riguarda le tre strutture previste dalla legge, solo il 26% delle Amministrazioni intervistate hanno già costituito la triade. Tutto sotto controllo per quanto riguarda gli uffici stampa e relazioni con il pubblico (attivati dal 90% circa dei Comuni), mentre più difficoltosa pare essere l'istituzione della figura del portavoce, presente solo nel 35% dei casi, mediamente da non più di un anno e collocato prevalentemente alle dipendenze del Sindaco. Nella quasi totalità dei casi poi, la posizione è ricoperta da un esterno attraverso un contratto di collaborazione. L'outsourcing ricopre percentuali interessanti anche per gli altri due uffici: quelli di relazioni con il pubblico si avvalgono di personale esterno nel 43% dei casi, con una proporzione media di un collaboratore ogni 2-3 risorse di ruolo. La percentuale di collaborazione esterna scende invece al 30% negli uffici stampa. Contrariamente alle aspettative, dunque, l'introduzione della legge 150/2000 non ha dato il via a un vero e proprio boom di assunzioni: solo il 35% delle Amministrazioni indagate dice di aver fatto nuovi inserimenti, utrilizzando di preferenza risorse già presenti. Più alto invece (40%) il dato relativo all'attivazione di corsi di formazione sulle materie oggetto della norma.Maria ComottiLo stato dell'arte della legge 150*50% stanno già concretamente applicando la norma35% hanno già recepito il dettaglio della norma15% non hanno ancora provveduto ad applicare la leggeBassa la "gestione centralizzata"*Coordinamento e forme di dialogo tra le strutture interne35% il numero di amministrazioni in cui esiste una struttura di coordinamento30% si affidano a riunioni di coordinamento30% si affidano ad attività info-informative21% scelgono l'utilizzo di strumenti telematici e gruppi di lavoroOutsourcing al 30% per i media* L'ufficio stampa in numeri90% le amministrazioni che hanno attivato l'Ufficio Stampa53% l'ufficio risponde al Sindaco, in qualche caso è posto alle dipendenze di una struttura di comunicazione30% la struttura lavora con collaboratori esterniPubblico, strutture attive al 90%*L'urp in numeri 90% hanno attivato un URP48% è una struttura che si occupa di comunicazione30% la struttura riporta direttamente al vertice dell'Ente43% la struttura si avvale della collaborazione di professionalità esterne33% la struttura è guidata da un dirigente*Fonte: indagine Ferpi – Formez – Ibm BCS Campione: 140 Comuni italiani con popolazione superiore a 50.000 abitantIl commento Mario Rodriguez: Nella p.a. manca ancora la dimensione manageriale della comunicazionePremesso che sono sempre stato tra i "critici" della legge 150, devo riconoscere che ha avuto tra l'effetto positivo di costringere le Amministrazioni a ragionare sul tema della comunicazione, come dimostrato dai risultati dell'indagine e dalla quantità di formazione che è stata fatta sul tema>.A parlare è Mario Rodriguez, esperto di comunicazione pubblica e politica, docente universitario e membro del comitato esecutivo di Ferpi. Che dopo l'iniziale "placet" al quadro tratteggiato dalla ricerca, non esita a puntualizzare i nodi ancora da sciogliere. <Il punto debole di tutto il processo di adeguamento della pubblica amministrazione alle esigenze ormai ineludibili della comunicazione – precisa Rodriguez – consiste nel fatto che il problema è stato per ora visto solo sotto due aspetti: la comunicazione come elemento di partecipazione democratica e come garanzia di trasparenza e accessibilità>.La "terza gamba", ahinoi ancora mancante, è quella della dimensione manageriale. <Non è ancora entrato nella testa degli amministratori – osserva Rodriguez – il ruolo della comunicazione come strumento gestionale, essenziale per raggiungere gli obiettivi e far funzionare meglio l'amministrazione stessa, attraverso la gestione delle comunicazioni in entrata, in uscita e interne>. Insomma, come nell'elaborazione della strategia di un prodotto da subito la comunicazione gioca un ruolo da protagonista, così dovrebbe essere anche nelle azioni di "governo" di un territorio. <La comunicazione – ribadisce Rodriguez – deve diventare parte integrante della strategia decisionale di un amministratore: sono ormai tantissimi i fatti di cronaca che dimostrano come senza un livello minimo di consenso sia difficile relazionarsi con i cittadini e non creare situazioni di empasse>. In ultima analisi dunque la comunicazione non può essere considerata come una funzione meramente tecnica <e per questo – conclude Rodriguez – c'è bisogno ancora di una modificazione della cultura organizzativa all'interno delle amministrazioni.M.Com.

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