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Approvata la legge sul risparmio: giornalisti sotto tiro, un commento del Sole 24 Ore

19/04/2005
Da: Il Sole 24 Ore di venerdì 15 aprile 2005, pag. 12E la soffiata non basta piùI media celebrano i risultati record di Dagospia, il sito Internet che rappresenta l'apoteosi del gossip allo stato puro. Sul web trionfano i blog e le chat room, organi di informazione a responsabilità limitata, anzi zero. I mezzi di comunicazione tradizionali si adeguano: e parte una rincorsa a chi la spara più grossa, basta che la spari prima. Ma mentre giornali e tv si affannano a inseguire la modernità, arriva il richiamo alla realtà della direttiva sugli abusi di mercato. Sorpresa: le notizie finanziarie, dice la legge, devono essere non solo verificate, ma addirittura vere, altrimenti si commette reato di aggiotaggio o di manipolazione del mercato. Anche se il giornalista che le diffonde non ne ricava direttamente dei benefici. Caspita, va a finire che spariranno dai giornali e dai siti Internet i rumors, le voci di borsa che sono tre volte su quattro false ma che alimentano gran parte dei movimenti speculativi? E come faranno quegli astuti signori che pianificano il proprio trading a rimorchio del passaparola su credibili (ma falsi) progetti di fusioni, acquisizioni, ristrutturazioni societarie, scalate, Opa, conversioni, se non potranno più contare sulla pronta amplificazione di siti Internet, agenzie, televisioni, quotidiani e periodici? Per i giornalisti finanziari si annunciano tempi duri: decidere di fidarsi di una fonte sarà come affidargli praticamente i risparmi di una vita o addirittura il futuro dei propri figli se si considera che le sanzioni amministrative possono andare da 20mila a 3 milioni di euro. E se una fonte accreditata (un alto dirigente, un addetto stampa) racconta, senza lasciare tracce, una frottola sulla sua società per qualche " giochetto " interno o per vendetta nei confronti del giornalista, che cosa ne sarà del malcapitato aggiotatore inconsapevole? Anche per l'informazione economica l'era degli alibi è finita. La soffiata da oggi non basta più. O almeno deve diventare soltanto il punto di partenza per una ricerca approfondita che include tutte le verifiche del caso.

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