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Area C: un lancio comunicativo in chiaroscuro

10/01/2012

Tra pochi giorni, a Milano, prenderà il via il progetto _Area C,_ la nuova congestion charge che sostituirà _Ecopass._ Un’operazione difficile e ambiziosa, preceduta da una fase di lancio che ha intervallato buone idee ad azioni dubbie. L’analisi di _Sergio Vazzoler._

di Sergio Vazzoler
Mancano ormai pochi giorni alla nuova rivoluzione per la mobilità milanese. Sì, “nuova”, perché già una prima era stata annunciata solo pochi anni fa dall’amministrazione comunale meneghina, allora guidata dalla signora Moratti, e sappiamo tutti come sia rimasta intrappolata nell’ingorgo dei veti contrapposti e delle polemiche incrociate.
Dunque parcheggiato in garage l’ecopass morattiano, il 16 gennaio scatterà il semaforo verde per l’Area C: questo il nome scelto dalla Giunta Pisapia per quello che si annuncia come il più rilevante banco di prova per l’amministrazione comunale di centrosinistra nel 2012.
E come in tutte le grandi sfide di politica pubblica, è altrettanto rilevante la partita che si gioca sul terreno della comunicazione e della gestione del consenso. Sarà dunque affascinante e importante seguire e approfondire nel tempo la nuova sperimentazione della congestion charge alla milanese, analizzando dal nostro punto di vista innanzitutto le dinamiche che si creeranno tra informazione, community relation e comportamenti.
Già oggi però è possibile ragionare e discutere sulla fase di lancio di Area C: man mano che la città riprende il suo abituale ritmo dopo le festività natalizie, l’attenzione sul provvedimento da parte delle categorie, dei residenti e dei media sale esponenzialmente. Vediamo dunque quali sono gli strumenti messi in campo per informare e coinvolgere i fruitori del capoluogo lombardo.
Intanto il nome: Area C, da subito legato ad una comunicazione evocativa di ciò che accadrà grazie all’introduzione del provvedimento («C sarà meno traffico», «C voleva un cambiamento» e «C metti meno tempo»). Personalmente non sono particolarmente attratto dai giochi di parole quando in ballo ci sono richieste ad elevato impatto sui comportamenti dei cittadini, mi pare una banalizzazione un po’rischiosa a maggior ragione per un provvedimento che viene presentato come una “sperimentazione a tempo”. Se di sperimentazione si tratta siamo certi che sia utile promettere la riduzione del traffico e dei tempi di spostamento prima ancora dello “start”? L’ideatore del nome e del logo, l’architetto Giulio Ceppi, è convinto del contrario e in questa intervista al Corriere ne spiega le motivazioni, affermando tra l’altro di aver cercato “una modalità di comunicazione non ieratica, né aggressiva, ma neppure flautata, o marchettara”. Sarà ma io ritengo più efficaci le parole del Sindaco Pisapia nella lettera ai cittadini: “un sacrificio per cambiare Milano” corrisponde di più al “patto” che occorre stringere tra amministratori e amministrati per percorrere nuove strade che riescano a migliorare il benessere collettivo.
Accanto alla lettera del Sindaco in distribuzione in questi giorni, un’altra iniziativa può essere salutata come un passo importante per condividere e far vivere il provvedimento nei punti di contatto più vicini alla comunità: il calendario d’incontri che vede impegnati tutti gli assessori dal 9 al 15 gennaio in tutte le zone del Comune. Qui l’aspetto da evidenziare è proprio il metterci la faccia non solo del Sindaco ma di tutti gli assessori, scelta che rafforza la valenza strategica data dall’amministrazione comunale al provvedimento.
La maggior parte delle informazioni di utilità e le FAQ sono poi raccolte nel sito ad hoc dove un video compare in tutta evidenza: in questo caso, però, anziché spendere – come ci si potrebbe aspettare – la faccia del Sindaco per motivare le decisioni e la visione che stanno a monte di area C, ci si ritrova davanti ad uno spottino un po’frillo (anche nel tono) che ci ripete i giochi di parole e ci promette da subito mirabilie. D’altra parte è in corso in questi giorni un’imponente e capillare azione di informazione che va dalle edicole allo stadio di San Siro, passando per gli informatori alle porte dei bastioni.
Insomma, il lancio dell’operazione appare ancora un po’in chiaroscuro, tra una voglia di condivisione reale e l’utilizzo di scorciatoie comunicative ma è anche vero che il grosso della partita è ancora tutto da giocare. La capacità di chiarire in modo tempestivo dubbi e richieste e di fornire strumenti efficaci ai problemi di “digestione” della novità saranno decisivi nei prossimi giorni. E ci ritorneremo sicuramente per capire e confrontarci su un tema centrale nell’agenda delle città e non solo, perché come ha ricordato recentemente il Ministro dell’Ambiente, Clini, “non sono i target globali che salveranno il pianeta, ma le misure concrete prese dalle comunità locali”.

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