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Aznar, gli attentati, le elezioni e lo spin doctoring... Una riflessione di Franco Carlini

16/03/2004
Cari Ferpi-amici,non pensate anche voi che la sconfitta di Aznar andrebbe analizzata anche dal punto di vista dello spin doctoring e del crisis management? Voi siete più di me esperti in entrambi i campi e dunque mi limito a segnalare qualche questione.La prima riguarda appunto la gestione di eventi drammatici come quell'attentato. Qual è la comunicazione insieme utile e doverosa che un capo di stato deve emettere? Per "utile" in questo caso intendo capace di dare fiducia ai cittadini, aiutandoli a uscire dalla tensione e a razionalizzare il dramma. Di fronte a fatti del genere infatti oltre al dolore c'è l'angoscia del non sapere, del non essere in grado di farsene una ragione. Questo può essere ottenuto dando informazioni se esse sono disponibili, ma forse e meglio, ammettendo di non sapere e assicurando la massima trasparenza quando le informazioni attendibili non ci sono.Qui non importa se Aznar e i suoi ministri abbiano cinicamente cercato di capitalizzare in vista delle elezioni l'odio legittimo della gran parte degli spagnoli verso l'Eta. Questo fa parte della loro soggettività e solo loro lo sanno (o forse nemmeno loro, perché certi riflessi comunicativi possono essere in parte inconsci). Quello che è certo, tuttavia, è che il tentativo di offrire una certezza sul colpevole quando altrettanto certamente si sapeva che certezza non c'era è stato disastroso. Non è  meglio in casi del genere una sincera confessione di non sapere, accompagnata da un altrettanto serio impegno a darsi da fare?Quando dico "disastroso" non mi riferisco solo all'esito elettorale, ma anche al discredito più generale che simili atteggiamenti gettano verso la politica. Talora i cittadini pensano che i politici siano tutti ladri, talaltra che sono tutti mentitori. In ogni caso non è un buon esito per la democrazia e (nel suo piccolo) per la comunicazione.Franco Carlini

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