Ferpi > News > Bollicine responsabili

Bollicine responsabili

13/06/2007

WWF e Coca Cola fanno un patto per l'acqua: l'organizzazione ambientalista e il colosso delle bevande insieme all'insegna della responsabilità sociale per conservare le risorse idriche e rimpiazzare l'acqua usata per il confezionamento delle bibite.

I due brand si mettono insieme per fare qualcosa di reponsabile per l'ambiente e Coca Cola ne approfitta per scrollarsi di dosso una reputazione non proprio virginale, specie in certe parti del mondo. Nel corso della conferenza annuale del WWF, tenutasi a Pechino, l'organizzazione ambientalista ha annunciato infatti di aver sottoscritto un accordo con Coca Cola Company che prevede una collaborazione mirata alla conservazione delle riserve idriche e alla restituzione alla comunità dell'acqua utilizzata per la produzione delle bevande. Come riportato da Enviroment News Service la partnership comporta da parte di Coca Cola il versamento di 20 milioni di dollari nelle casse del WWF. L'organizzazione non governativa utilizzerà questo budget per la conservazione di sette bacini idrici e inoltre fornirà consulenza alla multinazionale sulla gestione dell'acqua nella catena produttiva e sulla riduzione dell'impatto inquinante.
Come è noto Coca Cola è stata aspramente criticata in India, dove da più parti viene indicata come un mostro "mangia acqua" e grande inquinatore. Basti pensare che nel 2006 il colosso delle bollicine ha utilizzato globalmente 290 miliardi di litri d'acqua per la produzione di più di cento marchi di bevande. Ma ora il marchio americano sembra seriamente intenzionato a rimediare agli errori del passato. "Lo scopo che ci siamo posti è quello di rimpiazzare ogni singola goccia d'acqua contenuta nelle bibite e usata per la loro produzione - ha affermato il presidente e amministratore delegato di Coca Cola Neville Isdell - e questo significa ridurre la quantità d'acqua usata nella preparazione delle bevande attraverso un riciclaggio delle acque utilizzate nel corso dell'intero processo produttivo, in modo tale da restituirle all'ambiente perfettamente pulite" e, attraverso progetti di rilevanza locale, fornire risorse idriche alla popolazione".
Coca Cola si schiera quindi nel sempre più popolato campo delle aziende socialmente responsabili. Uno degli ostacoli più complessi da superare per l'azienda sarà quella di controllare i propri produttori in regime di franchise in India che sono, in linea di massima, quelli più sospettati di agire senza rispettare le regole. Un recente report redatto da investigatori inviati dall'India Resource Center ha evidenziato numerose violazioni, in particolare da parte di uno stabilimento sito a Sinhachawar, nella regione dell' Uttar Pradesh: sono state rilevati scarichi di acque di lavorazione nella circostante campagna, canali che sboccano direttamente nel Gange e il versamento illegale di acque di scolo nei terreni di proprietà dell'azienda.
In India la svolta responsabile di Coca Cola viene guardata con il forte sospetto che si tratti di una mera operazione di pulitura dell'immagine da parte dell'azienda americana, ma la partecipazione al progetto del WWF lascia qualche spiraglio di speranza. WWF si occuperà della conservazione di sette bacini idrici sparsi per il mondo, tra i quali quello dello Yangtze in Cina, il Mekong nell'Asia sudorientale e il Danubio in Europa.  La sfida ancora una volta è quella dello sviluppo sostenibile e responsabile, nella convinzione che l'etica d'impresa possa fare profitto, oltre a far del bene.
Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

COMMENTI

Eventi