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La quota associativa come scelta di responsabilità e visione collettiva

16/01/2026

Filippo Nani - Presidente FERPI

La quota non è una “tassa” né un adempimento formale. È l’atto concreto con cui ciascuno di noi sostiene la comunità professionale che abbiamo scelto di costruire e far crescere. Il messaggio del Presidente Filippo Nani

 

Colleghe e colleghi,

prima di entrare nel merito della quota associativa, vorrei partire da una domanda semplice:

 

Perché esiste FERPI?
Non tanto e non solo per “erogare servizi” in senso burocratico, e nemmeno per sommare tessere. FERPI esiste per dare forza, dignità e prospettiva alla nostra professione; per affermare una cultura delle relazioni fondata su competenza, responsabilità e credibilità; per rappresentare i professionisti della comunicazione quando serve visione, quando servono standard, quando serve autorevolezza. In sintesi: esiste perché nessuno di noi, da solo, può incidere quanto una comunità coesa e riconoscibile.

 

Come realizziamo questo perché?
Lo facciamo con un metodo: costruendo valore condiviso, curando relazioni istituzionali e professionali, investendo su formazione e sviluppo, promuovendo principi etici e qualità del lavoro, facendo rete tra persone e territori. Lo facciamo trasformando l’appartenenza in partecipazione: non solo “esserci”, ma contribuire a ciò che FERPI diventa e a ciò che FERPI rappresenta.

 

Che cosa significa, concretamente, tutto questo?
Significa sostenere un’Associazione capace di pianificare, di mantenere continuità e di crescere in modo sostenibile. Ed è qui che un gesto apparentemente semplice come il rinnovo della quota associativa diventa, in realtà, un atto di coerenza con il nostro perché.

 

La quota non è una “tassa” né un adempimento formale. È l’atto concreto con cui ciascuno di noi sostiene la comunità professionale che abbiamo scelto di costruire e far crescere. È il principale strumento di autonomia di FERPI: ci consente di programmare, di garantire continuità, di investire nella qualità dei servizi ai soci, nella rappresentanza, nella tutela e nello sviluppo della nostra professione.

 

Ogni euro di quota associativa è ciò che rende possibile passare dalla buona volontà all’azione strutturata: presidiare relazioni istituzionali, sostenere progetti formativi, valorizzare la cultura professionale, garantire strumenti e momenti di confronto, promuovere iniziative che rendano FERPI riconoscibile e autorevole. Senza una base associativa solida e puntuale, anche le migliori idee rischiano di restare episodiche.

 

Per questo la puntualità nel rinnovo non è solo un gesto di correttezza: è un gesto di responsabilità verso l’Associazione e verso i colleghi. È anche un indicatore di fiducia reciproca: se chiediamo a FERPI di essere presente, coerente e credibile, dobbiamo assicurare le condizioni minime per esserlo.

 

Proprio nella logica di una sostenibilità più moderna e partecipata, abbiamo introdotto un meccanismo premiante, chiaro e trasparente: chi contribuisce ad allargare la base sociale presentando nuovi soci ottiene sconti sulla quota associativa. Il principio è lineare: se FERPI cresce, il beneficio è collettivo, e riconosciamo concretamente chi se ne fa promotore.

 

Questo non è soltanto un incentivo economico. È un modo per trasformare l’appartenenza in un’azione: ciascun socio può diventare ambasciatore di FERPI, portando dentro l’Associazione nuove competenze, nuove energie, nuovi territori e nuove reti. È così che un’associazione professionale aumenta la propria capacità di incidere: con una comunità più ampia, più plurale e più attiva.

 

La solidità economica non è un tema “da bilancio”: è la condizione perché la nostra identità professionale abbia voce, continuità e forza. La quota associativa è il primo investimento che facciamo su noi stessi, sulla nostra comunità e sul futuro della professione.

Grazie.

 

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