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Borsellino: la veridicità delle fonti prima di tutto

23/01/2014

I social media hanno avuto una portata rivoluzionaria sull’informazione. Del rapporto tra comunicazione e informazione, social media e veridicità delle fonti abbiamo parlato con _Gaspare Borsellino,_ direttore e fondatore di _Italpress,_ in occasione dei 25 anni dell’agenzia palermitana.

di Giancarlo Panico
Qual è il ruolo di un’agenzia di stampa oggi dopo la rivoluzione dei social media?
L’agenzia di stampa oggi ha ancora una sua centralità, perché la notizia d’agenzia ha ancora il valore della “certificazione della notizia”. Sempre più spesso, infatti, ci si imbatte sulle bufale del web che fanno velocemente il giro del pianeta e finiscono, purtroppo, spesso anche sui media tradizionali. L’agenzia, invece, a mio avviso, ancora oggi ha il ruolo di verificare e certificare la notizia prima di trasmetterla in rete ai suoi abbonati.
Quale invece il ruolo dei social media, su tutti Twitter, e in che modo hanno cambiato il modo di fare informazione?
I social media e Twitter in particolare possono essere sicuramente degli strumenti utili, specialmente per la loro immediatezza e velocità nell’informazione. Ma fare Informazione significa anche verifica delle fonti, cosa che spesso non viene fatto da chi usa i social media per informare.
Quanto un’agenzia è importante nella filiera dell’informazione?
Per fortuna ha ancora un ruolo fondamentale perché risulta uno strumento sempre più utile ed importante per chi fa informazione e per chi vuol essere informato. In momenti come questi di grande spending review, poi, l’agenzia diventa un valido alleato degli editori che vogliono razionalizzare i loro costi, visto che con una spesa contenuta possono avere a disposizione notizie e servizi per i loro mezzi di informazione.
Quali sono le maggiori soddisfazioni professionali raggiunte in questi anni?
Sicuramente quella di aver creato dal nulla in Sicilia un’agenzia di stampa nazionale che oggi dà lavoro a 13 giornalisti professionisti e centinaia di collaboratori sparsi in tutta Italia ed all’estero. L’orgoglio maggiore è stato quello di aver mantenuto in Sicilia la redazione centrale da dove ogni giorno vengono prodotti, 7 giorni su 7 per 52 settimane l’anno, 5 notiziari (1 nazionale e 4 territoriali dedicati a Lombardia, Lazio, Mezzogiorno e Sicilia) per un totale di oltre 1.200 news e servizi quotidiani.
Quali gli scenari futuri dell’informazione?
Sicuramente gli scenari stanno cambiando e continueranno a mutare con l’avvento delle tecnologie. Le agenzie devono stare al passo con i tempi e seguire le richieste del mercato. Quindi grande spazio alla multimedialità ed ai servizi a valore aggiunto. Senza dimenticare però che le agenzie i contenuti li vendono e non li regalano!
Prima le agenzie erano una prerogativa dei media, poi hanno iniziato ad utilizzarle le direzioni comunicazione, oggi sono anche siti di informazione pubblici: qual è la vera identità?
Oggi i fruitori dell’agenzia sono cambiati e non sono più i media tradizionali come una volta. Questo permette alle agenzie di posizionarsi sul mercato ad una platea di potenziali clienti molto ampia e variegata. Proprio per questo oggi le agenzie devono, sempre di più, offrire un mix di servizi che siano utili sia ai quotidiani che ai siti internet, passando per le radio e le Tv.
Le agenzie sono tra i principali interlocutori dei comunicatori. Cosa chiede ai suoi giornalisti nel rapporto con uffici stampa e professionisti delle Relazioni pubbliche?
Chiedo di verificare sempre le notizie che arrivano anche dagli uffici stampa. Purtroppo capita ogni tanto di ricevere dei comunicati stampa dove non c’è l’ombra della notizia, ma soltanto dei messaggi chiaramente pubblicitari che poco si addicono ad un’agenzia di stampa. Bisogna saper fare una selezione a monte e passare in rete una notizia che poi possa essere ripresa e pubblicata dai propri abbonati.

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