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Brand Journalism

05/04/2016

Il matrimonio tra giornalismo e marketing è sempre stato impossibile da celebrare. Ma i tempi cambiano e quello che prima suonava come un’onta giornalistica oggi, sotto certi aspetti, non solo è ammesso ma sta rappresentando un nuovo importante settore per il giornalismo. Grazie al web, le aziende decidono da sole dove, quando e soprattutto cosa e per chi pubblicare una notizia. Il brand journalism si occupa di comunicare tutto ciò che ruota attorno a un marchio con lo scopo di informare i lettori sulla storia dell’azienda. Questo manuale fornisce caratteristiche, strumenti, tecniche e regole di quello che rappresenta una nuova grande opportunità per i professionisti dell’informazione.

È possibile coniugare le esigenze di lavoro dei giornalisti e l’etica giornalistica con le esigenze delle aziende di informare il  pubblico?

Ci prova il Brand Journalism, la nuova grande opportunità professionale per chi lavora nel giornalismo o semplicemente nella comunicazione.

Con il termine Brand Journalism, traducibile in italiano con giornalismo d’impresa, si intende quel tipo digiornalismo che si occupa della comunicazione e di tutto ciò che ruota attorno a un marchio (brand) con lo scopo fondamentale di informare i lettori su tutto ciò che attiene all’identità ed alla storia dell’azienda attraverso glistrumenti e le regole proprie del professionista che opera nei mass media.

Un’opportunità che immediatamente pone un problema non di poco conto: il giornalista, in considerazione delle norme deontologiche che regolano l’attività in Italia, può occuparsi di un marchio, o meglio, può scrivere su di esso, anche in maniera continuativa, facendo parte della redazione del relativo magazine, senza incorrere al divieto di confondere il messaggio informativo con quello pubblicitario, cosi come previsto dalla Carta dei Doveri del 1993?

“La risposta è sì, senza ombra di dubbio” racconta Roberto Zarriello (www.robertozarriello.com), giornalista e formatore, autore del libro “Brand Journalism, il libro edito dal Centro di Documentazione Giornalistica dedicato a descrivere questa nuova opportunità lavorativa per i professionisti dell’informazione.

Zarriello nel suo libro spiega infatti che il brand journalist non si occupa della comunicazione di un bene o servizio del marchio ma della sua storia e dell’elaborazione di notizie che lo riguardano. In poche parole, il giornalista non vende alcunché (al contrario del content marketing), ma comunica storie, informando i lettori ed offrendo in questo modo un servizio di pubblica utilità.

Il brand journalism, quindi, è giornalismo a tutti gli effetti, convinzione rafforzata, ad esempio, dalle parole diThomas Scott, uno dei pionieri del giornalismo d’impresa, appartenente al team di www.brandjournalism.com: “Si tratta di un altro tipo di giornalismo, così come esiste il giornalismo politico, sportivo, ecc. Perfino i post pubblicati su Facebook che raccontano gli eventi che avvengono in un quartiere è giornalismo“.

Per chi volesse approfondire l’argomento e scoprire qualcosa in più di questa nuova frontiera lavorativa può richiedere il libro direttamente sul sito del Centro di Documentazione Giornalistica.




 

 

Brand Journalism
Storytelling e marketing: nuove opportunità per i professionisti dell’informazione
R. Zarriello
Prefazione di D. Chieffi
Centro Documentazione Giornalistica, 2016
€ 16,00

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