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Brucia a 911 gradi Fahrenheit l'orgoglio dei Repubblicani

06/07/2004

L'ultimo documentario di Michael Moore ha provocato forti reazioni. Scendono in campo anche le agenzie di Rp.

E' il principale antagonista dell'amministrazione Bush, il più agguerrito critico della presidenza e sembra riuscire a fargli perdere credito presso gli elettori. Non stiamo parlando di Kerry, avversario democratico alle presidenziali, ma del documentario Fahrenheit 9/11 di Michael Moore che descrive gli errori nella gestione dell'attacco al World Trade Center, denuncia l'inutilità dell'intervento in Irak e induce gli spettatori a pensare alle possibili collusioni tra il governo repubblicano e l'Arabia Saudita.Appena terminato il montaggio del film la Disney, che attraverso la sua controllata Miramax ne aveva curato la produzione, tentò un improbabile marcia indietro minacciando di non distribuirlo. Il problema venne presto risolto e Fahrenheit 9/11 venne presentato al Festival di Cannes. Lo vinse, facendo registrare la più lunga standing ovation mai verificatasi alla Croisette. Distribuito nelle sale Usa, nella prima settimana di programmazione ottenne il miglior successo di pubblico e si appresta entro breve a diventare il documentario più visto nella storia del cinema (attualmente il primato lo detiene Bowling a Columbine, sempre di Moore). Ora negli States si sta scatenando una vera e propria guerra tra sostenitori e avversari del documentario e del suo regista. Sul sito Disinfopedia si possono seguire tutte le azioni intraprese dagli avversari di una critica così feroce alla politica interventista dei repubblicani. L'azienda di rp Russo Marsh and Rogers ha allestito un sito di sostegno alle truppe Usa in Irak (Move America Forward) con una ampia sezione dedicata a Fahrenheit 9/11 e la richiesta esplicita alle sale cinematografiche di non ospitarlo. Quattro giorni dopo il debutto nelle sale David Hardy e Jason Clarke hanno publicato il libro Michael Moore is a Big Fat Stupid White Man; lo stesso Clarke ha allestito un blog www.moorelies.com in cui vengono archiviate e commentate tutte le critiche al documentario e vengono segnalati gli errori del cineasta.Mentre la battaglia infuria Moore si gode i successi del botteghino e la soddisfazione di aver fatto vedere ai suoi concittadini immagini e opinioni che negli ultimi mesi sono state regolarmente censurate dai media statunitensi.
Gabriele De Palma - Totem

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