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Cambia la pubblicità, cambiano le aziende

04/01/2007

A fronte delle nuove formule pubblicitarie, che vanno dal marketing virale alla pubblicità via cellulare, le aziende ristrutturano i propri uffici e soprattutto le sezioni creative.

Il Wall Street Journal segnala tutti i cambiamenti che stanno stravolgendo i grandi nomi del marketing. L'advertising non è fatto più unicamente di manifesti pubblicitari o spazi comprati su magazine. Ora le nuove frontiere della pubbblicità rimodellano Madison Avenue e si chiamano word-of-mouth marketing (passa parola) o viral marketing, contemplando oltre che i muri o la tv anche i cellulari o altri media. E i brand si ripensano e soprattutto si riorganizzano completamente al proprio interno.
Il quotidiano americano racconta le differenti strategie messe in atto da grandi nomi del marketing, sia nella nuova che nella vecchia economia (Coca Cola e Google tanto per fare due esempi) e individua essenzialmente cinque modelli principali nel ripensarsi. Non tralasciando le realtà, talvolta anche piccole, che stanno emergendo nel settore pubblicitario. La tendenza più evidente è quella di allinerare la sezione creativa con altre meno glamour ma più pragmatiche, come i servizi marketing o addirittura le parti commerciali. Talvolta poi le aziende, non sufficientemente attrezzate al loro interno con personale digitale, si trovano a doverlo "appaltare" altrove o a dover delegare piccole società ultra specializzate nella ricerca di competenze professionali molto di nicchia e ancora poco collaudate. E una delle best practices ancora una volta proviene da Google che, nonostante un'organizzazione interna non del tutto trasparente, sta tracciando un percorso inedito e originale anche nel modo di pensare e vendere pubblicità.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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