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Che cosa significa cittadinanza digitale?

15/01/2008

La partecipazione democratica si sta spostando sempre di più sul web. Ma cosa significa essere cittadini digitali?

di Nicola Mattina
All'inizio dell'anno scorso, ho cominciato a lavorare attorno all'idea di un'associazione che si occupasse di cittadinanza digitale o, per dirla altrimenti, del contributo che i media sociali possono offrire alla democrazia. Da bravo geek, ho registrato un dominio (cittadinidigitali.org), messo in piedi un wiki e lanciato un esperimento che però si è rilevato assai più complesso del previsto e che, quindi, si è arenato quasi subito (potete leggere qualche informazione nel wiki).Adesso che sono riuscito a organizzare la mia vita lavorativa e familiare un po' meglio, ho deciso che è venuto il momento di riprendere in mano la questione. Per farlo, non posso che ricorrere al contributo di chi legge questo blog. Al momento mi vengono in mente le seguenti questioni:
1. Che cosa significa cittadinanza digitale? E' probabile che una definizione non sia strettamente necessaria. Tuttavia, mi sembra importante cercare di circoscrivere il concetto per capire cosa vi entra dentro e cosa no. Confesso di non avere le idee molto chiare in merito e forse l'espressione può risultare per certi versi fuorviante perché troppo ampia (vedi Wikipedia). Si potrebbe procedere per induzione, ponendosi quindi la seconda cruciale domanda.
2. Di quali temi deve occuparsi Cittadini Digitali? Dal mio punto di vista, ci sono almeno due temi che occorre affrontare: le opportunità offerte dai media sociali in termini di accesso alle informazioni e la neutralità della Rete. In merito al primo punto, rimandi al mio precedente post in cui cito Giuseppe Granieri. Per quanto riguarda il secondo, invece, rinvio alla voce su Wikipedia (italiano e inglese). Ovviamente, ce ne sono molti altri oltre a questi e il modo più sensato di procedere è sicuramente fare una lista ordinandoli poi per priorità.
3. Che cosa deve fare concretamente Cittadini Digitali? In termini generali, risponderei: proporre delle sperimentazioni concrete, come quella di rendere facilmente fruibili le informazioni che sono già pubbliche, ma che di fatto non sono accessibili. L'esempio da seguire è sicuramente quello dell'americana Sunlight Foundation; in Italia, invece, c'è il progetto Open Polis, che merita sicuramente molta considerazione e un contributo da parte di tutti.
4. E' opportuno cambiare nome? A parte le questioni su cosa debba essere incluso nel concetto di cittadinanza digitale, c'è un problema pratico. Il marchese Camisani ha lanciato un'iniziativa con lo stesso nome registrando più o meno contemporaneamente al sottoscritto il dominio cittadinidigitali.it. C'è quindi un problema di sovrapposizione oltre che di diverso approccio alla questione: quello del marchese, infatti, è progetto legato a Forza Italia, mentre io vorrei che l'associazione di cui sto discutendo non abbia una connotazione politica.
A questo punto passo la palla. Attendo i primi feedback per mettere in piedi un nuovo wiki in cui raccogliere i vari contributi e iniziare a organizzare meglio le idee.
tratto dal Blog di Nicola Mattina

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