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Che Instagram sarebbe senza like?

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30/07/2019

Sonia Jacob

Instagram ha deciso di rimuovere la visualizzazione dei like. ‘Vogliamo che gli utenti si concentrino su ciò che condividono e non sul numero di mi piace che ottiene il post’: questa la motivazione di Menlo Park a quella che potrebbe essere una delle più grandi rivoluzioni attuate sul social network. Quali saranno le conseguenze?

Dal 17 luglio sono iniziati anche in Italia i primi test che vedono sparire il numero di like e di visualizzazioni dei video dai contenuti pubblicati su Instagram. Il test era stato precedentemente annunciato con un tweet il 18 aprile 2019 da Jane Manchun Wong, nota blogger di tecnologia famosa per testare nuove app e funzioni prima del loro lancio.

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L’esperimento è partito prima in Canada ed ha coinvolto un campione di utenti scelti casualmente, per poi successivamente allargarsi ad altri sei paesi: Irlanda, Italia, Giappone, Australia, Brasile e Nuova Zelanda.

Il motivo? Semplice, Instagram vuole dare più importanza al contenuto condiviso rispetto alla quantità di like ottenuti. Essere quindi meno vanitosi ed in un certo senso meno competitivi e migliorare il contenuto dei post.

Una domanda però sorge spontanea: quali saranno le nuove strategie per riuscire a muoversi in questo mondo senza like “espliciti”?

Sicuramente ci si rivolgerà ad altri trucchetti per “fare numeri”. Le alternative, oltre alla quantità di followers, potranno essere per esempio le visualizzazioni delle storie, oppure una competizione a suon di commenti sotto i post.

Il cambiamento potrebbe far fallire l’economia dei like “fasulli” su Instagram (il fenomeno dei cosiddetti “bot”), tecnica adottata da molti pseudo influencer e influencer per fingere di avere grandi numeri ed ottenere così collaborazioni con aziende. Questa rivoluzione porterà sicuramente ad un importante cambiamento del mercato: i “cuoricini” non saranno più utili per mostrare il coinvolgimento del pubblico su un marchio.

Il contenuto pubblicato da un influencer dovrà quindi diventare qualitativamente superiore se si vogliono ottenere risultati e collaborazioni, visto che i brand e gli utenti non saranno più in grado di basarsi sulla quantità di “like” che i post ricevono. Questa decisione non è però del tutto “malvagia”, serve anzi a farci ragionare su quanto siamo dipendenti dai “mi piace” e sulla rilevanza di quanto questi contino nel nostro quotidiano.

In conclusione, questa scelta di Instagram – che da un lato potrà sembrare estrema, considerando l’abitudine social a valutare proprio attraverso i like la popolarità, la bellezza di una persona o di un luogo fino alla credibilità di un brand – potrebbe portare gli utenti della piattaforma (in particolare i giovanissimi, che in molti casi vedono Instagram come uno strumento per raggiungere la popolarità in fretta) a postare finalmente contenuti più veri e genuini, senza porsi più il problema di raggiungere un determinato numero di cuoricini per sentirsi qualcuno.

Tante sono le novità a cui Instagram sta lavorando, come ad esempio la possibilità di inviare adesivi su direct, cambiare lo stile del testo di una canzone nelle stories, condividere tramite link autogenerato le proprie Instagram stories e così via: quel che resta da fare è abituarci al cambiamento, come sempre fatto, aspettando di vedere come gli altri social risponderanno a questa novità. 

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