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Chi ha fatto 150? Una ricerca Ferpi Ibm valuta lo stato di applicazione della legge

22/06/2004
Come avevamo annunciato, il 17 giugno si è tenuta a Genova la presentazione della ricerca FERPI mirata a valutare lo stato di applicazione della Legge 150/2000. Ecco il resoconto:La legge 150 del 2000 che ha definito la comunicazione pubblica è a buon punto. A quattro anni di distanza dalla sua uscita Ferpi ha commissionato a Ibm una ricerca, articolata in due fasi differenziate, per verificare a che livello di applicazione è la legge nelle pubbliche amministrazioni locali italiane.In una prima tranche si sono analizzate le strutture di 140 comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti, per poi approfondire in una seconda fase le situazioni di cinque comuni che hanno dato un contributo innovativo nell'intepretazione della legge: Bari, Firenze, Bologna, Genova, Torino.Proprio la settimana scorsa Mario Rodriguez, del comitato esecutivo di Ferpi, ha esposto i risultati di questa ricerca a tutto il settore comunicazione del comune di Genova e ai soci Ferpi della città. I dati della parte generale e quantitativa sono davvero incoraggianti: il 35 per cento dei comuni ha recepito la legge e il 50 per cento la applica concretamente; il 25 per cento dichiara che ultimerà il passaggio entro un anno. Le criticità nell'adeguamento ai dettami della 150 sono organizzative, legate alle risorse umane, alla scarsa attenzione culturale della pubblica amministrazione ai temi della comunicazione.La norma prevedeva la costituzione di tre strutture distinte: un ufficio stampa, un protavoce, un Urp (ufficio relazioni con il pubblico). In questa direzione, il 26 per cento dei comuni ha costituito i tre luoghi della comunicazione pubblica. Tra i tre comunque è la figura del portavoce quella di più recente istituzione. In effetti, mentre per Urp e ufficio stampa la percentuale di attivazione si avvicina al 90 per cento, quando si passa ad analizzare quantitativamente i portavocela percentuale scende a quota 35.E in merito al coordinamento, il 39 per cento di questi comuni analizzati ne ha strutturato uno.Per la seconda fase della ricerca Ferpi / Ibm l'analisi si è spostata sui casi eccellenti, quelle città che hanno saputo applicare la legge attivamente. Le differenze tra le diverse applicazioni e le strutture sono molte: per esempio, il caso di Torino propone un Urp centralizzato con una funzione di coordinamento centrale.Per quanto riguarda il portavoce, emblematico è il caso genovese in cui il portavoce ricopre già anche la funzione di direttore comunicazione. Alberto Leiss, che è intervenuto all'incontro genovese, parla in termini positivi del suo nuovo ruolo definendolo come "un'esperienza interessante, sebbene consideri questa una situazione sperimentale nella volontà dell'amministrazione di applicare la legge".
Eva Perasso - Totem

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