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Cittadini coinvolti per assumere scelte consapevoli

03/10/2007

Dal Nimby al Pimby. Cambio di rotta

Arriva l'autunno e le tematiche ambientali ed energetiche tornano ad essere argomenti di attualità. Detta così ci si può aspettare di  assistere al solito spettacolo, il cui copione prevede l'evocazione di una imminente crisi energetica, la condanna ambientalista del nostro modello di sviluppo e proteste delle associazioni dei consumatori terrorizzati da possibili rincari di bollette.
Qualcosa di nuovo però sta accadendo: una serie di recenti convegni ci sta aiutando a comprendere meglio i termini della questione. Si sono da poco concluse sia la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici che la Conferenza Internazionale sul Futuro della Scienza, organizzata dalla Fondazione Umberto Veronesi. A novembre si terrà invece a Roma il World Energy Congress, praticamente l'unico appuntamento mondiale con presenze qualificate sia del mondo imprenditoriale che governativo. Possiamo dunque ragionevolmente sperare che quest'anno il livello del dibattito salga di tono.
Ci sono valutazioni diverse sull'impatto provocato dall'aumento di temperatura, probabilmente dovuto alla componente umana nella produzione di CO2, ma è ormai chiaro che occorre trovare un'alternativa ai combustibili fossili. Le strade più praticabili vanno in tre direzioni. Efficienza energetica innanzitutto, una concreta attesa di importanti miglioramenti nei rendimenti delle tecnologie solari ed un discreto rinascimento nucleare. Ma con la consapevolezza che per alcuni decenni le fonti fossili continueranno a ricoprire un ruolo preponderante.
Come possiamo dunque gestire la transizione? L'Unione Europea si è posta degli obiettivi  ambiziosi per quanto riguarda la riduzione della sua dipendenza energetica, la diversificazione delle fonti e la riduzione delle emissioni di CO2. L'Italia, almeno nelle intenzioni, sembra pronta a fare la sua parte.
La pianificazione degli investimenti in infrastrutture deve essere in grado di assumere la dimensione della complessità e la pluralità degli interessi come valori da tutelare e come opportunità per la costruzione di obiettivi condivisi. L'istituzionalizzazione di percorsi di dialogo e partecipazione é la via per riuscire a superare l'impasse che si crea quando le decisioni non vengono condivise, ma semplicemente annunciate, contribuendo a creare delle comprensibili reazioni di protesta da parte di chi si trova a doverne subire gli effetti. La sfida è progettare percorsi decisionali che includano tutti i legittimi portatori di interesse, anche sotto la guida di parti terze indipendenti in grado di facilitare il confronto e fornire le informazioni necessarie per arrivare a prendere decisioni qualificate. Per prendere una buona decisione bisogna infatti porsi nelle condizioni di conoscere le caratteristiche della decisione da prendere, i fattori di incertezza ad essa collegati, le responsabilità e i limiti degli attori coinvolti.
Per contribuire a promuovere questo spirito stiamo organizzando un Premio per quelle Pubbliche Amministrazioni che provano a confrontarsi con il proprio territorio per arrivare a decisioni condivise in tema di infrastrutture ed energia. Abbiamo scelto di chiamarlo Premio Pimby, che letteralmente significa "per favore nel mio cortile", per indicare il sentimento opposto alla ben nota sindrome Nimby (Not In My Backyard), che interpreta l'atteggiamento di gruppi di pressione contrari alla realizzazione di nuove opere ed infrastrutture nei propri territori. Il bando del Premio scade tra meno di un mese (il 20 Ottobre), sarà interessante vedere quanti e quali esperienze positive riusciremo a portare alla luce. Bando Pimby (.PDF)Comitato scientifico (.PDF)Presentazione Premio (.PDF)
Chicco Testa
Per info www.pimby.it

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