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City - Hound

20/06/2014

Un nuovo social network nato da un’idea di tre donne, tre architetti di Roma per “chi ha un progetto e necessita di uno spazio in cui realizzarlo e per chi ha uno spazio fuori dal mercato immobiliare che vuole rendere disponibile”. Dalla volontà di collegare persone, spazi, capitali e opportunità, nasce _City - Hound._

Un vecchio proverbio dice “Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti”. Oltre a suscitare migliaia di derivazioni dialettali e altrettanti aforismi molto più raffinati che pane al pane, per rimanere in tema, hanno lo stesso significato, potrebbe trovare un’applicazione pratica specialmente per chi ha le idee ma non ha un “dove” e viceversa.
Sì perché “City – Hound: segugi urbani per un’urbanistica Open source” è un nuovo social network nato dall’idea di tre giovani architette: Nina Artioli, Alessandra Gloria Lanza ed Eliana Saracino dello studio T Spoon di Roma lanciato per individuare le aree delle nostre città che non sono utilizzate e farle gestire temporaneamente da quei cittadini attivi che hanno delle idee ma non hanno degli spazi dove svilupparle. Il I Municipio di Roma sperimenta il sistema.
Durante la presentazione del progetto City – Hound, in occasione della Biennale dello Spazio Pubblico, il I Municipio di Roma si è offerto come primo “tester” del sistema. Questa sperimentazione verrà poi estesa anche agli altri municipi perché Roma è piena di aree abbandonate ma con un alto potenziale. In questo modo potranno essere messi in contatto proprietari di edifici dismessi o sfittati con associazioni, cittadini attivi, giovani che hanno idee ma non hanno uno spazio dove poterle elaborare. Verranno valorizzati tutti quei beni comuni come parchi abbandonati, giardini, locali inutilizzati attraverso una collaborazione che viene dal basso.
Lo studio T Spoon concepisce City – Hound come lo “strumento che permette di connettere ciò che non è connesso: persone, spazi, capitali e opportunità”. L’idea è nata nel 2011 in occasione della partecipazione dello studio ad un concorso a Valencia per la riqualificazione di lotti vuoti. Il progetto è stato poi ripresentato a Roma in occasione del bando “Vocazione Roma” lanciato dalla provincia, suscitando sin da subito l’interesse del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti fino ad essere esposto alla Biennale dello Spazio Pubblico che si è svolta a Roma presso la Casa dell’architettura. La mostra presentava 24 progetti che coinvolgevano grandi metropoli come Parigi, New York e Berlino mostrando la riqualificazione di aree prima abbandonate con la creazione di spazi ricreativi, laboratori artistici e così via.
Nel I municipio è iniziata la sperimentazione attraverso una mappatura di tutti gli edifici ed aree verdi abbandonati dove si potrà intervenire attivamente, ad esempio il mercato rionale abbandonato in zona Monti o il pergolato in zona Prati e al Pigneto dove gli spazi sono stati segnalati da studenti residenti in zona. Il sito è una “rete attiva di collaborazione”, dove possono pervenire direttamente le segnalazioni allo studio dai cittadini. Per scavalcare la rigidità della burocrazia è prevista per questi spazi una formula di gestione temporanea, in questo modo si ridurrebbe anche il “carico di lavoro” per il Comune promuovendo un’urbanizzazione Open source e mirando allo sviluppo della città applicando il principio della sussidiarietà orizzontale.
Fonte: Coworkingfor blog

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