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Clubhouse: la nuova frontiera della comunicazione social

#Ferpi2Be

24/02/2021

Ilenia Cumin

Dimenticatevi foto e video: la voce è l’unico strumento interpersonale che permette uno scambio trasparente e senza filtri. È questo ciò che promette il nuovo social che sta impazzando in tutto il mondo, destinato a cambiare le regole del gioco a cui ci eravamo abituati, e che potrà rivelarsi anche un ottimo strumento di marketing. La riflessione di Ilenia Cumin per la rubrica #Ferpi2Be.

È l’argomento del momento, rappresenta la novità nel panorama internazionale dei social media, e il 21 gennaio 2021 è stato valutato circa un miliardo di dollari. Stiamo parlando di Clubhouse, social network nato nel 2020, in piena pandemia, nella Silicon Valley, e che sta spopolando in tutto il mondo, complice anche il fatto che tra i suoi utenti conta personalità del calibro di Elon Musk (che ne ha decretato la consacrazione) e Mark Zuckerberg: un endorsement non da poco.

Quindi l’ennesimo social? Non proprio: definirlo così sarebbe riduttivo e fuorviante. Le peculiarità che lo contraddistinguono sono infatti principalmente la sua esclusività – per ora il servizio è attivo solo su iOS e vi si accede solo tramite invito – e il fatto che non si utilizzino testi, immagini o video, a cui le piattaforme social tradizionali ci avevano abituati, bensì esclusivamente la voce e l’ascolto, senza preoccuparsi di dove ci si trovi o di cosa si stia facendo: tutto si basa su dialogo in tempo reale e sulla condivisione. Tanto semplice quanto geniale. Lo dimostra il fatto che il suo ritmo di crescita è notevole, avendo raggiunto in poco tempo i 2 milioni di utenti attivi a settimana e arrivando al secondo posto tra le app più scaricate dall’App Store.

Mostrarsi in maniera più vera e trasparente, senza “filtri”: è soprattutto questo che differenzia Clubhouse da tutte le altre piattaforme esistenti, tanto da essere stato da molti definito “il social dei vocali”. Il suo funzionamento è semplice: l’utente accede a delle “stanze”, ognuna con un proprio tema ed un moderatore (in alternativa, si può anche decidere di crearne una propria). Qui è possibile semplicemente ascoltare, oppure interagire, confrontandosi su qualsiasi tipo di argomento. Un’altra particolarità è che i contenuti audio non possono essere registrati, né lasciare traccia.

Ma se è vero che le persone possono parlare liberamente di qualsiasi cosa vogliano, è altrettanto vero che anche le aziende possono sfruttare questo mezzo a proprio vantaggio. È esattamente ciò che ha fatto il già citato Elon Musk. Durante il suo primo intervento sull’app pochi giorni fa, e davanti ad una platea globale di ben 5.000 partecipanti, ha parlato dei progetti di Neuralink, società di neurotecnologie da lui stesso fondata, oltre che di Tesla, da lui amministrata.

Il successo dell’applicazione sta andando di pari passo con quello dei podcast, delle radio online e delle note vocali degli strumenti di messaggistica, e sicuramente rappresenterà in un futuro più vicino di quanto pensiamo una rivoluzione nel mondo dei social, nonché un ottimo ed efficace strumento di marketing. Sempre più manager e marketer ne sono convinti, e Clubhouse stessa, dal canto suo, sta valutando l’idea di consentire agli utenti di monetizzare i loro contenuti, attraverso biglietti di accesso virtuali alle stanze e sottoscrizioni di abbonamenti. In Italia molti imprenditori digitali sono stati tra i primi fruitori della piattaforma, intuendone il grande potenziale, e hanno già creato le loro stanze, che spaziano dal growth hacking al personal branding.

Essendo un’app molto recente, Clubhouse si evolve di continuo, pur mantenendo comunque la sua idea centrale, e ciò rende praticamente impossibile prevedere come si trasformerà. Se al principio lo si considerava uno strumento  pensato per CEO, personalità del mondo digitale e dello spettacolo (soprattutto statunitense), nuovi segmenti si stanno progressivamente affacciando, anche quelli che invece di tecnologia e finanza si occupano di temi molto più leggeri.

Per ora, l’applicazione sta dimostrando di avere diverse potenzialità. Il suo futuro è ancora tutto da immaginare, pur trovandosi in un’arena con molti competitor che di certo non staranno inermi, ma svilupperanno nuove funzionalità per la propria utenza. Tra i tanti, Twitter ha già annunciato il lancio di Twitter Spaces, che pare offrirà un servizio analogo.

Per Clubhouse rappresenteranno un valore aggiunto i contenuti di qualità e la capacità da parte degli utenti di creare un contatto con il pubblico, ma anche la bravura dei suoi manager, che dovranno certamente saper mantenere un vantaggio competitivo e soprattutto trovare una soluzione a quello che può rivelarsi un problema nella moderazione degli audio.

Attualmente, sembra però di trovarsi di fronte ad un nuovo fenomeno con potenzialità inesplorate che incuriosiscono e che molto probabilmente sapranno convincere anche gli scettici. Non ci resta che stare a vedere.

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