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Commistione tra informazione e pubblicità: il caso CorrierEconomia

27/01/2004

Sanzionato il caporedattore del CorrierEconomia e citato in giudizio il Corriere dall'Ordine di Milano per i danni all'immagine della professione giornalistica. Il comunicato dell'Ordine, la replica di Rcs e dei giornalisti del Corriere della Sera. NEW!Lettera di Abruzzo ai direttori di giornali

AGGIORNAMENTO DEL 28/01/04: Franco Abruzzo, presidente Ordine Giornalisti Lombardia, indirizza ai direttori di giornali una lettera: "Queste le regole deontologiche sulla commistione pubblicità/informazione". Per leggerla clicca qui:http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=108
Qui tutti i materiali per ripercorrere la vicenda: la sanzione del giornalista è un atto dovuto, ma la denuncia dell'editore è un fatto nuovo e di forte rilevanza.
Il comunicato dell'Ordine dei Giornalisti di Milano:Milano, 22 gennaio 2004 -  Quattro casi di commistione informazione-pubblicità al  supplemento "Corriere Economia" (Osservatorio Hi-Tech) del "Corriere della Sera". Conseguentemente  il Consiglio  dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha deliberato:

di sanzionare con l'avvertimento (articolo 52 legge n. 69/1963) il giornalista professionista Edoardo Segantini (redattore capo del supplemento "Corriere Economia"), che viene richiamato all'osservanza dei suoi doveri fissati negli articoli 2 e  48 della legge professionale nonché  nell'articolo 1 (terzo comma) e  44 del vigente Cnlg;
di agire in sede giudiziaria civile, con il patrocinio dell'avv. Remo Danovi del Foro di Milano, contro l'editore del "Corriere della Sera" per le responsabilità emerse a suo carico nel corso dell'istruttoria;
di sottoporre in futuro all'esame del  Tribunale civile di Milano eventuali analoghi comportamenti di altri gruppi editoriali lombardi.
La delibera è stata  trasmessa  alla Fnsi e alla Fieg firmatari del Cnlg 2001/2005, che sul piano deontologico detta principi irrinunciabili della professione giornalistica agli articoli 1 (terzo comma) e 44. Gli articoli 2 e 48 della legge professionale enunciano le regole deontologiche dei giornalisti, mentre l'articolo 1 del Cnlg ancora l'autonomia della professione alla deontologia fissata per legge.L'articolo 44 del Cnlg pone, invece, i paletti tra informazione e pubblicità, che devono essere distinte e separate in maniera chiara e inequivocabile.I fatti. Il Consiglio ha preliminarmente esaminato le pagine dell'Osservatorio Hi-Tech  collocate all'interno del supplemento "Corriere Economia" del 16 dicembre 2002; del 31 marzo, del 14 aprile e del 16 giugno 2003. Edoardo Segantini è il responsabile della redazione che cura detto supplemento. Nelle edizioni citate dell'inserto appaiono questi servizi in un contesto chiaramente  e indiscutibilmente pubblicitario:

16 dicembre 2002. Intervista a Vincenzo Novari, numero uno di H3g. L'intervista è incastonata   a pagina 11 tra due inserzioni pubblicitarie di H3g in cima e in fondo alla pagina; la pagina 14 ospita una inserzione di H3g di una pagina.
31 marzo 2003. Intervista all'amministratore delegato della Siemens Fausto Plabani: due piccole inserzioni Siemens in cima e una pubblicità su 9 colonne in fondo alla pagina 21. Una pagina di pubblicità Siemens a pagina 24.
14 aprile 2003. Quattro pagine (21, 22, 23 e 24) dedicate alla BenQ con sei inserzioni pubblicitarie (una di una pagina e un'altra di mezza pagina). Intervista  a Giorgio Bagnoli, amministratore delegato di BenQ Italia.
16 giugno 2003. Pubblicità Benq alle pagine 21, 22 (metà pagina) e 23 (pagina intera). Intervista a Enrico Mercanti, responsabile marketing di BenQ Italia.
La motivazione. Le pagine dedicate all'Osservatorio Hi-Tech nel contesto del supplemento appaiono, come sono, un contenitore pubblicitario.Queste scelte normalmente  vengono decise ai massimi livelli editoriali e gestite dagli uffici Marketing/pubblicità  delle aziende editrici con le strutture di vertice del giornale. Segantini era ed è il vertice del supplemento "Corriere Economia" con una rivendicata libertà "totale" di azione. Dall'istruttoria è emerso, per pacifica e leale ammissione dell'incolpato, che lo stesso  Segantini sceglieva in piena autonomia gli argomenti  dei singoli numeri dell'Osservatorio e che poi nell'Osservatorio veniva collocate (dall'Ufficio Marketing/pubblicità) le inserzioni  "in sintonia" perfetta  con i temi giornalistici trattati via via. Tale convivenza o commistione informazione/pubblicità, che non può essere casuale e che fa una "brutta impressione",  "non piaceva per niente"  a  Segantini: ".neanche a me piace questa cosa qua. Non mi piace per niente. Cioè avrei preferito che ci fossero più investitori, che ci fosse non so la pubblicità della  Nutella".La commistione pubblicità/informazione appare una risposta miope e sbagliata da parte degli editori, che non si pongono il problema di difendere anche l'immagine della testata, della professione giornalistica e dei loro redattori. Nessuno avversa la pubblicità, ma la si vuole soltanto corretta.  Il Consiglio non può (sentenza n, 11/1968 della Corte costituzionale) e non intende giudicare gli articoli, che accompagnano le inserzioni pubblicitarie apparse sui 4 numeri dell'Osservatorio Hi-tech presi in esame. Gli articoli sono estranei a questo giudizio disciplinare, ma sono e appaiono funzionali alla pubblicità ospitata nel  "contenitore".Il Consiglio afferma che pertanto il comportamento tenuto dal giornalista professionista Edoardo Segantini  (e  dall'editore) presenta indubbi profili di illiceità, in quanto contrario agli articoli 2 e 48 della legge 3 febbraio 1963 n. 69, alla Carta dei doveri dei giornalisti e all'articolo 44 del Contratto collettivo nazionale dei giornalisti. Recita la Carta dei doveri: "I cittadini hanno il diritto di ricevere un'informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli". Proclama l'articolo 44: "Allo scopo di tutelare il diritto del pubblico a ricevere una corretta informazione, distinta e distinguibile dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli, i messaggi pubblicitari devono essere chiaramente individuabili come tali e quindi distinti, anche attraverso apposita indicazione, dai testi giornalistici". Segantini, per pacifica ammissione, non ha fatto nulla per impedire, dopo la prima coincidenza del 16 dicembre 2002, che gli episodi spiacevoli si ripetessero. Non ha protestato con i vertici aziendali come garante della correttezza e della qualità dell'informazione del supplemento  "Corriere Economia". Segantini aveva e ha sul piano deontologico ed operativo una funzione di supplenza del direttore per quanto riguarda l'ambito del supplemento a lui affidato.Il Consiglio ha  affermato in diverse delibere che esiste una strategia precisa degli editori  secondo la quale la pubblicità deve presentarsi come informazione e/o frammista all'informazione. Si punta a collocare il messaggio pubblicitario in maniera sempre più diretta all'interno dell'informazione.  Questa strategia finisce per inquinare la figura del giornalista professionista. La nuova frontiera della pubblicità, che sta invadendo l'informazione, mette in discussione l'autonomia professionale del giornalista con ricadute lesive sull'immagine del giornalista, dell'Ordine e della professione. Il Consiglio ritiene che l'editore del "Corriere della Sera"  abbia tenuto una condotta illecita tale da generare una responsabilità civile poiché "la violazione delle norme interne della categoria professionale è sufficiente per qualificare il fatto compiuto come ingiusto" (in tal senso sentenza del Tribunale di Udine del 23 febbraio 1998 in Resp. civ. prev., 1998, 1500). L'esistenza di un fatto ingiusto obbliga al risarcimento del danno ex art. 2043 del Codice Civile.  Conseguentemente il Consiglio ha deliberato  di agire in sede giudiziaria civile, con il patrocinio dell'avv. Remo Danovi del Foro di Milano, contro l'editore del "Corriere della Sera" per le responsabilità emerse a suo carico nel corso dell'istruttoria nonché  di sottoporre in futuro all'esame del Tribunale civile di Milano eventuali analoghi comportamenti di altri gruppi editoriali lombardi.Il testo integrale della delibera disciplinare nel sito www.odg.mi.it
La replica di Rcs:
Il Corriere della Sera contesta la decisione dell'Ordine dei GiornalistiRcs Quotidiani contesta la decisione dell'Ordine dei giornalisti di Milano di sanzionare con l'avvertimento Edoardo Segantini, caporedattore di Corriere Economia  e rivendica la lealtà e la correttezza con la quale vengono tenute accuratamente separate tra loro informazione e pubblicità, come nel caso esaminato dal Consiglio. Preso atto della decisione del Consiglio dell'Ordine di ricorrere alla magistratura, l'editore ritiene comunque tale iniziativa del tutto infondata e comunica che sosterrà le proprie ragioni nelle sedi competenti, con l'intento di tutelare con tutti i mezzi a disposizione la propria onorabilità e immagine convinto della correttezza che contraddistingue da sempre l'operato di RCS Quotidiani.
Dal Barbiere della Sera, il lancio Ansa con la posizione dei giornalisti del Corriere della Sera:
GIORNALISTI: CDR CORSERA, PIENA SOLIDARIETA' A SEGANTINI(ANSA) - MILANO, 22 GEN - IL COMITATO DI REDAZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA ESPRIME "PIENA SOLIDARIETA' AL COLLEGA EDOARDO SEGANTINI, REDATTORE CAPO DEL SUPPLEMENTO CORRIERE ECONOMIA, CHE NON HA NE' COLPA E TANTO MENO DOLO NELLA VICENDA CHE HA PORTATO IL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA A DELIBERARE UNA SANZIONE CON 'AVVERTIMENTO' CIRCA UNA PRESUNTA COMMISTIONE PUBBLICITA'-INFORMAZIONE NELL'ATTIVITA' SVOLTA".IL CDR DEL CORRIERE HA GIA' CHIESTO UN INCONTRO URGENTE CON IL CONSIGLIO DELL'ODG, LAMENTANDO DI NON ESSERE STATO CONSULTATO "SULL'INTERA VICENDA", UNA CONSULTAZIONE CHE "SAREBBE STATA CERTAMENTE ASSAI UTILE PER COGLIERE CON SERIETA', NEL FATTO IN QUESTIONE, LA NON RESPONSABILITA' DEL GIORNALISTA E INVECE UN CONTESTO GENERALE, QUELLO SI', ASSAI ALLARMANTE".SECONDO IL CDR "PUBBLICITA' E MARKETING IN TUTTI I QUOTIDIANI ITALIANI OCCUPANO SPAZI CRESCENTI FORSE DEGNI DI ESSERE PRESI IN CONSIDERAZIONE DA TUTTI GLI ORGANISMI DEI GIORNALISTI E NON SOLO DALLA FNSI CHE GIA' LO STA FACENDO, COME TESTIMONIA L'ULTIMO CONSIGLIO NAZIONALE. BASTI PENSARE AGLI ARTICOLI DI PROMOZIONE DI LIBRI, CASSETTE E DVD CHE INVADONO LE PAGINE DEI GIORNALI, NONOSTANTE IL VALORE DEI GIORNALISTI CHE LI SCRIVONO, MA A DETRIMENTO DI ALTRI TEMI CHE DOVREBBERO ESSERE TRATTATI NELLE STESSE PAGINE".IL CDR SOSTIENE CHE "LA PROBLEMATICA PUBBLICITA'-MARKETING- INFORMAZIONE E' STATA GIA' SOLLEVATA IN PIU' OCCASIONI" AL CORRIERE E, TRA L'ALTRO, "LE NORME IN QUESTIONE, PRIMA DI DIVENTARE UN FATTO ALL'INTERNO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO GIORNALISTICO, ERANO STATE ADOTTATE DAI GIORNALISTI DEL CORRIERE IN STORICI ACCORDI"."A CONFERMA DELL'ATTUALITA' DI QUESTO IMPEGNO, ANCHE CON L'ARRIVO DEL NUOVO DIRETTORE STEFANO FOLLI, LA QUESTIONE E' STATA AFFRONTATA: IL DIRETTORE HA INFATTI SOTTOSCRITTO TRA I PROPRI IMPEGNI UNA PARTICOLARE ATTENZIONE NEI CONFRONTI DELLA COSIDDETTA 'INFORMAZIONE DI CONFINE"'.SECONDO IL CDR, "L'INTERA VICENDA VA COMUNQUE MOLTO AL DI LA' DELL'ATTIVITA' DEI SINGOLI, CHE PERALTRO SI SVOLGE CON IL MASSIMO DELLA SERIETA', DEL RIGORE E DEL RISPETTO PER I LETTORI, COME LO STESSO CONSIGLIO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI RICONOSCE A EDOARDO SEGANTINI".
ANSA GIORNALISTI: ORDINE MILANO; NUOVA INFORMAZIONE,VOTATO ..(ANSA) MILANO, 22 GEN - I QUATTRO CONSIGLIERI DI NUOVA INFORMAZIONE ALL'INTERNO DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE HANNO VOTATO CONTRO I DUE PROVVEDIMENTI (AVVERTIMENTO A EDOARDO SEGANTINI E DECISIONE DI ADIRE VIE GIUDIZIARIE NEI CONFRONTI DELL'EDITORE DEL CORSERA) E PRECISANO IN UN COMUNICATO "DI ESSERSI OPPOSTI SIN DALL'INIZIO DEL PROCEDIMENTO ALLA SANZIONE IRROGATA AL COLLEGA NON RAVVISANDO NEI FATTI ESAMINATI ELEMENTI DI COLPEVOLEZZA" .IN PARTICOLARE, PROSEGUE LA NOTA, "PRECISANO DI ESSERSI OPPOSTI ALL'AZIONE GIUDIZIARIA NEI CONFRONTI DI UN SOLO EDITORE IN QUANTO IL GRAVISSIMO PROBLEMA DELLA COMMISTIONE PUBBLICITA' E INFORMAZIONE, DILAGANTE DA ANNI NELL'EDITORIA STAMPATA E IN QUELLA RADIOTELETRASMESSA, ESIGE UNA FORTE AZIONE COMUNE DELLE RAPPRESENTANZE NAZIONALI DELLE NOSTRE ISTITUZIONI GIORNALISTICHE (ORDINE E FEDERAZIONE DELLA STAMPA) NEI CONFRONTI DELLE TROPPE REALTA' EDITORIALI IMPLICATE IN CASI CONSIMILI". (ANSA).
Sin qui il botta e risposta tra Ordine e Corsera. C'è da porsi ora due domande: sarà vero che l'Ordine intende denunciare (ci sono rumor al riguardo) tutti gli altri editori che usano una analoga commistione tra informazione e pubblicità? La cosa è partita con il settore delle tecnologie, che non è certo l'unico colpito dal fenomeno, ma forse non è il più interessato da questa commistione. E se lo farà, magari con pugno duro nei confronti dei settori della moda e dell'auto (tanto per citarne due oggetto di continue "invasioni di campo") vi sarà una serrata in massa degli editori? O forse tutti faranno finta di nulla, rimandando il tutto ai tempi biblici della magistratura italiana? Sarebbe interessante sentire il parere dei lettori (non necessariamente soci),  magari  quelli che si occupano prevalentemente di product information e che sull'argomento dovrebbero ormai aver drizzato le orecchie.(e.c.)  

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