Redazione
Cresce nelle aziende italiane la maturità della comunicazione interna. Il Modello Enabling si consolida, aumenta la presenza di funzioni dedicate e si rafforza il ruolo dei collaboratori come ambassador dell’organizzazione.
La comunicazione interna continua il proprio percorso di maturazione nelle aziende italiane. È quanto emerge dal Rapporto sulla comunicazione interna nelle aziende italiane 2026, realizzato dal CERC – Centre for Employee Relations and Communication dell’Università IULM, che aggiorna e confronta i risultati della prima edizione del 2019.
Lo studio fotografa l’evoluzione della funzione in una fase caratterizzata da trasformazione digitale, lavoro ibrido, nuove aspettative dei collaboratori e diffusione dell’intelligenza artificiale. Secondo il Rapporto, cresce la diffusione del Modello Enabling della comunicazione interna, basato su strategicità, managerialità, attivazione dei collaboratori e digitalizzazione. L’indice complessivo di Enablement sale da 6,1 a 6,9 rispetto al 2019, confermando il rafforzamento del ruolo della funzione all’interno delle organizzazioni.
“La comunicazione interna si conferma una leva strategica per sostenere engagement, cambiamento organizzativo e coesione nelle aziende contemporanee”, evidenzia Alessandra Mazzei, Direttrice del CERC.
Tra le principali evidenze emerse dalla ricerca, il 79% delle aziende dispone oggi di una funzione formale di comunicazione interna, contro il 56% del 2019. Il Digital Workplace è una realtà consolidata per il 72% delle organizzazioni e rappresenta una delle principali leve di collaborazione e condivisione della conoscenza. L’intelligenza artificiale entra nelle attività quotidiane della comunicazione interna, soprattutto per traduzioni, accessibilità linguistica e produzione di contenuti. Cresce inoltre l’attenzione verso il ruolo dei collaboratori come ambassador e amplificatori dei messaggi aziendali, all’interno e all’esterno dell’organizzazione.
Nel 2025 il 79% delle aziende dispone di una funzione formale di comunicazione interna, contro il 56% rilevato nel 2019. Cresce inoltre il coinvolgimento del top management: nel 62% delle aziende la leadership partecipa alla definizione degli obiettivi della comunicazione interna e aumenta la presenza della funzione nei processi decisionali strategici.
Anche il valore riconosciuto alla comunicazione interna è in crescita, in particolare da parte del top management e delle funzioni di comunicazione esterna. Un dato che conferma come la comunicazione interna sia sempre più parte integrante della governance organizzativa e non solo uno strumento operativo di diffusione delle informazioni.
La digitalizzazione rappresenta oggi la dimensione più matura della comunicazione interna. Il 72% delle aziende dichiara di avere già un Digital Workplace operativo, mentre aumenta ulteriormente l’utilizzo dei canali digitali per lavorare, collaborare e condividere informazioni.
Se da un lato il lavoro da remoto migliora l’equilibrio vita-lavoro e la flessibilità, dall’altro mette sotto pressione la comunicazione informale e la condivisione spontanea delle conoscenze, elementi fondamentali per innovazione e appartenenza. La sfida per le organizzazioni è quindi integrare strumenti, relazioni e cultura aziendale, evitando che la digitalizzazione produca nuove distanze interne.
L’intelligenza artificiale è ormai presente nelle attività quotidiane dei comunicatori interni, seppure con un approccio prudente e sperimentale. Gli utilizzi più diffusi riguardano le traduzioni e l’accessibilità linguistica, oltre alla produzione e revisione dei contenuti.
Le aziende riconoscono tuttavia la necessità di accompagnarne l’adozione attraverso policy, linee guida e percorsi di formazione continua, per affrontare temi etici, organizzativi e culturali. Anche nella comunicazione interna, dunque, l’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica, ma richiama competenze, responsabilità e capacità di governo dei processi.
Lo studio evidenzia una crescente attenzione verso il ruolo dei collaboratori come protagonisti della comunicazione aziendale. I collaboratori vengono sempre più coinvolti come testimonial nelle campagne interne e come amplificatori dei contenuti aziendali verso l’esterno attraverso le proprie reti professionali e sociali.
Si rafforza inoltre il riconoscimento del valore dell’ascolto e della partecipazione dei collaboratori, anche se permane un orientamento prevalente verso modelli di comunicazione top-down. L’employee ambassadorship si conferma quindi una leva sempre più rilevante, a condizione che sia sostenuta da fiducia, coerenza e reale coinvolgimento.
La sfida più rilevante per il futuro della comunicazione interna riguarda la capacità di raggiungere in modo uniforme tutti i collaboratori, indipendentemente dal luogo di lavoro, dal ruolo o dall’accesso agli strumenti digitali.
Per i professionisti coinvolti nella ricerca sarà questo il tema centrale dei prossimi anni, insieme al sostegno dell’engagement nelle fasi di cambiamento e all’accompagnamento delle trasformazioni organizzative. Superare le distanze tra sedi centrali e periferiche, uffici, stabilimenti e punti vendita diventa una priorità per costruire organizzazioni più coese, inclusive e capaci di attivare le proprie persone.
La ricerca conferma la crescente diffusione del Modello Enabling della comunicazione interna sviluppato dal CERC, fondato su quattro pilastri: strategicità, managerialità, attivazione dei collaboratori e digitalizzazione.
L’indice complessivo di “Livello di Enablement della comunicazione interna” sale a 6,9 su 10, rispetto al 6,1 rilevato nel 2019, confermando una progressiva maturazione della funzione nelle aziende italiane.
Il Rapporto è stato realizzato dal Working Group Employee Communication 2025-2026 del CERC – Centre for Employee Relations and Communication dell’Università IULM.
La ricerca si basa su 16 interviste a esperti e consulenti di comunicazione interna, una survey che ha coinvolto 115 aziende italiane, 16 Dialoghi tra accademici e professionisti e il confronto con 13 report di settore nazionali e internazionali.
Le aziende partner del CERC per il biennio 2025-2026 sono: Brembo, Campari Group, Cromology Italia, E.ON, Edison, Eni, Gruppo Unipol, Italgas, L’Oréal, MM, Sanofi, Sella, Takeda, Unicoop Firenze e Versace.
Il Centre for Employee Relations and Communication dell’Università IULM è un centro di ricerca dedicato allo studio delle relazioni organizzative e della comunicazione con i collaboratori. Svolge attività di ricerca, formazione, divulgazione e progetti commissionati in collaborazione con imprese e istituzioni, favorendo il dialogo tra mondo accademico e aziendale.
Il Centro ospita il Working Group Employee Communication, un gruppo di ricerca multi-azienda su progetti biennali condivisi con un numero selezionato di organizzazioni partner, e promuove lo sviluppo della cultura della comunicazione interna in Italia e a livello internazionale.
Il Rapporto completo è disponibile al seguente link: https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/view/1652/2246/9061