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Congresso mondiale delle PR, al centro consapevolezza globale e interculturalità

07/11/2008

I relatori come ‘diplomatici d’impresa’ alla ricerca di nuove connessioni economiche e sociali worldwide. Sarà il tema portante dell’assise organizzata dall’IPRA, a Pechino dal 13 al 15 novembre.

Dal prossimo 13 novembre, a Pechino, più di 400 delegati provenienti da 30 Paesi animeranno il Congresso mondiale dell’International Public Relation Association. L’organizzazione dei relatori che raduna circa 1.100 professionisti in oltre 100 nazioni.


Prima dell’inaugurazione, affidata al ministro degli esteri cinese Yang Jieichi, l’IPRA ha consegnato alle stampe (con il suo nuovo Gold Paper) e al proprio sito web il messaggio pre-congressuale, annunciando in definitiva quello che sarà il tema centrale del dibattito.


“Lo spazio che la diplomazia politica e commerciale hanno tradizionalmente occupato si sta oggi aprendo – premette l’IPRA. Perché sono aumentati i canali di dialogo, le partnership pubblico-privato e le nuove tecnologie, con le piattaforme che abilitano le persone a relazionarsi in via diretta”.


Un scenario ampio e globale, dunque, dove secondo l’IPRA i relatori di oggi devono muoversi in veste di corporate diplomat, ambasciatori in grado di garantire all’impresa una vasta gamma di connessioni economiche, politiche, sociali e culturali.


“Ovunque ha detto il presidente dell’IPRA, Robert W. Grupp – quello che i clienti ci chiedono oggi è una ‘diplomazia collaborativa’, che faciliti le relazioni con gli stakeholder e i partner”. Per il successo nelle relazioni – e negli affari – diventa determinante l’interazione con soggetti di ogni genere: istituzioni, organizzazioni politiche, imprese, reti sociali e realtà locali. Peraltro già tutti alla ricerca di un livello di coinvolgimento superiore rispetto al passato.


Grupp ritiene inoltre che i relatori professionali già possiedono molti degli skill richiesti dal settore privato e dalle multinazionali, “per questo – conclude – possono candidarsi al ruolo di diplomatici”. Anche se il Gold Paper dell’IPRA sottolinea con estrema chiarezza la necessità di “ripensare la struttura e il ruolo delle PR in numerose organizzazioni”.


È un indirizzo per il futuro che affonda le sue radici nel passato, quello che L’IPRA si appresta a spedire dalla Cina. “Da Marco Polo a Bill Gates – afferma l’Associazione – i business leader si sono sempre mossi come ambasciatori, con l’obiettivo di diventare buoni cittadini in Paesi lontani da quello di origine”. Come Pechino, dove sui temi annunciati i congressisti discuteranno fino al 15 novembre.


Rosario Vizzini – Redazione Cultur-e

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