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Cosa è successo al sito e perché. Di Franco Carlini

15/07/2004

Un black out al sito di Ferpi tra mercoledì e giovedì: scusandoci per i disagi, vi spieghiamo cosa è accaduto dietro alla pagina di errore comparsa sui vostri schermi.

Per quasi 24 ore il sito Ferpi è stato irraggiungibile: seccatura e disappunto. Come mai? E' un problema che si pone sovente, quando si cambi l'Internet Service Provider (ISP), ovvero il fornitore di hosting (l'ospitalità di un sito su di un server esterno). Con esso infatti cambia anche l'indirizzo fisico del sito.Infatti l'indirizzo "a parole" (il cosiddetto URL, nel caso specifico: www.ferpi.it) rimane lo stesso, ma quello "vero", numerico, costituito da 4 gruppi di 3 cifre, cambia. Questa quaterna si chiama indirizzo IP.Il tutto è come il cambio di numero civico di un'azienda che tiene la stessa insegna, ma la sposta su di un altro palazzo.In sostanza, quando un visitatore cerca di collegarsi a Ferpi, i router, ovvero i computer di rete che instradano le chiamate, consultano una tabella presso altri server (detti Server DNS) che associano a ogni URL il suo indirizzo IP.Di tabelle del genere ne esistono molte e decentrate, per non intasare un'unica tabella centrale con milioni di richieste. Perciò quando un indirizzo IP viene cambiato, occorre un certo tempo perché gli aggiornamenti si  propaghino per tutta la rete. Un tempo ci volevano 2 giorni, ora i tempi si sono dimezzati e nell'immediato futuro sembra che almeno gli indirizzi di tipo .com verranno aggiornati all'istante. C'è anche da considerare il fatto che le tecnologie, spesso, vengono malamente utilizzate e quindi si rischia di IMBATTERSI in un server DNS che viene aggiornato raramente oppure ad intervalli irregolari. Questi ritardi per quanto spiacevoli, sono congeniti alla struttura attuale della rete Internet - è bene saperlo. L'unico modo per evitare il disservizio è ottenere la collaborazione del vecchio e del nuovo provider per una transizione morbida, lasciando il sito, o almeno la sua homepage, nell'uno e nell'altro server, finché la propagazione degli indirizzi non sia completa. E' questa cooperazione piena che nei giorni scorsi non siamo riusciti a ottenere e questo ha aggravato il ritardo, di cui comunque ci scusiamo, ben sapendo che nel web, a differenza nel mondo reale, clienti e stakeholder si attendono un livello di qualità del servizio prossima al 100 per cento.
Franco Carlini

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