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Crollano i mercati finanziari internazionali e si fa avanti la paura di una nuova Grande Depressione

10/10/2008

Crisi globale e borse a picco: il momento è drammatico. Tante le domande sulle motivazioni della crisi, sui i meccanismi che ne stanno alla base e sulle soluzioni per rimediare. Cosa possono fare i relatori pubblici in questi casi? Intanto la crisi sta “uccidendo” i mercati azionari mondiali, come ci mostra la foto della settimana di Ralph Orlowski per la rubrica in collaborazione con Getty Images.

La crisi del mercato statunitense si fa sentire su tutte le piazze finanziarie mondiali con forti ripercussioni negative. Il tracollo finanziario non preoccupa soltanto il mondo economico e politico, ma anche la gente comune, e il clima di insicurezza che imperversa sui media quotidianamente non è d’aiuto.


Il tracollo di questi giorni fa evocare infatti sempre più spesso lo spettro del 1929, la Crisi infatti è partita anche questa volta dagli Stati Uniti, quando (sempre in ottobre) la borsa di Wall Street crollò sconvolgendo l’economia mondiale.


Il governo del nostro Paese cerca però di rassicurare sull’andamento della crisi internazionale e sui provvedimenti assunti per proteggere l’economia e i risparmiatori, ma il messaggio che ci arriva dagli altri Paesi europei non è confortante, come ci mostra l’immagine di Ralph Orlowski per la rubrica in collaborazione con Getty Images.
Un operatore della borsa di Francoforte nel corso di una sessione di negoziazione siede alla sua postazione, dove un foglio/manifesto appoggiato al pc recita ‘Il Mercato Azionario tedesco 8 ottobre 2008’. A Francoforte, in Germania, il DAX è sceso al di sotto di 5000 punti lo scorso mercoledì.


Ogni professionista dovrebbe riflettere sul ruolo del relatore pubblico alla luce di questa crisi economico-finanziaria.
Probabilmente sono proprio le relazioni che in questo momento tornano ad essere fondamentali (come dice Biagio Oppi in un suo recente post: www.pranista.com)


Anche se però la teoria ci insegna che in qualsiasi caso di gestione della crisi, ogni evenienza dovrebbe essere già prevista in un Crisis Plan. E non possiamo che augurarci che i nostri ne abbiano stilato uno…


(dg)


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