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Da predatori a imprenditori

12/12/2013

Le domande che un'impresa dovrebbe farsi oggi nei riguardi del Pianeta sono poche, a prescindere dalla sensibilità del management. Sono proprio queste domande il tema di fondo del nuovo libro di _Diego Masi,_ dedicato al corporate giving.

Per rispondere alla sfida della sostenibilità, occorre attendere che i governi impongano tasse più severe o sarebbe meglio anticipare i problemi con progetti di corporate giving originali e seri? È bene lasciare un segno sulla Terra in modo che l’azienda venga ricordata o lasciare un segno, forse di profitti, ma senz’altro di spoliazione? È più importante lavorare per gli azionisti o per i figli degli azionisti?
Le domande che un’impresa dovrebbe farsi oggi nei riguardi di un Pianeta ormai rovinato e non più sostenibile sono poche, a prescindere dalla sensibilità del management. Sono proprio queste domande il tema di fondo del nuovo libro di Diego Masi, dedicato al corporate giving. Perché è nell’interesse dell’impresa costruire un solido percorso di donazioni non solo per limitare i rischi, ma anche per evitare di essere sopraffatta dalle tasse prima o poi. E anche per costruire delle belle storie che facciano bella l’azienda e che possano essere raccontate e ricordate. In Italia poche imprese costruiscono belle storie e, quando accade, sembra che lo facciano senza un vero piano.
Questo libro vuole spiegare alle imprese che far del bene fa bene anche alle aziende e che occorre intraprendere un percorso di solidarietà non soltanto per generosità o per buon cuore, ma per ragioni ben più concrete: programmare un piano di corporate giving moderno e aggiornato con i tempi è soprattutto necessario per le “tasche” dell’impresa.

Da predatori a imprenditori
Corporate Giving & Social Innovation
D. Masi
Fausto Lupetti Editore, 2013
pp. 200, € 18,00 €

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