Federica Zar, Consigliera Nazionale con delega alla Comunicazione
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026
L’Aquila apre ufficialmente il suo anno da Capitale italiana della Cultura 2026 e lo fa con un programma che supera la dimensione celebrativa per proporsi come progetto strutturale di sviluppo culturale, sociale e territoriale. Oltre 300 iniziative scandiranno il 2026, trasformando la città e il suo territorio in un laboratorio diffuso di produzione culturale, partecipazione e innovazione.
La cerimonia inaugurale si è svolta presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Un momento di forte valore simbolico, suggellato dal dono al Capo dello Stato della riproduzione anastatica della Bolla del Perdono di Papa Celestino V, emblema dell’identità storica e civile della città.
Nel pomeriggio, il centro storico si è trasformato in un racconto urbano a cielo aperto: dallo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” alla Fontana Luminosa, alla parata del gigante di luce Dundu lungo corso Vittorio Emanuele II, fino agli eventi in Piazza Duomo con “La Città Celestiale” e l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99”. Performance artistiche itineranti hanno accompagnato cittadini e visitatori in un’esperienza immersiva che ha restituito centralità allo spazio pubblico.
Il programma, che attraverserà l’intero 2026, si fonda su un’idea chiave: L’Aquila non come città-isola, ma come sistema territoriale. Paesi, aree interne, università, istituzioni culturali, centri di ricerca, associazioni e imprese creative sono parte integrante di una visione che intreccia grandi produzioni nazionali e internazionali con il rafforzamento degli eventi identitari, dalla Perdonanza Celestiniana ai Cantieri dell’Immaginario, da Jazz Italiano per le Terre del Sisma al Festival delle Città del Medioevo.
Accanto agli eventi, trovano spazio cantieri culturali diffusi, progetti di rigenerazione urbana, azioni nei quartieri e nei borghi, programmi di alta formazione artistica e musicale, in collaborazione con il MAXXI L’Aquila e le principali realtà culturali del territorio. Elemento distintivo dell’anno sarà l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, chiamato a misurare in modo sistematico l’impatto delle politiche culturali su benessere, coesione sociale e attrattività.
Il 2026 segnerà anche la restituzione alla città di luoghi simbolo come il Teatro Comunale, il Teatro San Filippo e il Forte Spagnolo, tornato a ospitare il Munda. L’Aquila si presenta così come una Capitale che sperimenta, connette e produce: una città che, dalla ricostruzione, ha scelto di generare visione.