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E’ morto il sociologo Giampaolo Fabris

21/05/2010

Da sempre attento ai temi delle relazioni pubbliche e' sempre stato vicino a Ferpi sostenendone il ruolo e le attivita'. Con il suo "societing" aveva riletto il marketing in funzione del governo delle relazioni.

È morto a 72 anni Giampaolo Fabris, sociologo e editorialista. Lo rendono noto i soci del gruppo Reti Spa che in un comunicato scrivono: “Con lui scompare un maestro e un amico. Il suo contributo all’interpretazione della società in cui viviamo è stato, negli ultimi decenni, fondamentale”.
“La sua presenza nel gruppo, dal 2005 in poi – proseguono i soci – ha costituito un grande motivo di crescita culturale, uno stimolo permanente a cambiare, a studiare senza pigrizie e conservatorismi le nuove tendenze socio-culturali”. La figlia Monica, presidente di Gpf da due anni, società che faceva capo a Fabris, “ha ereditato un bagaglio di storia, memoria e conoscenze che da tempo interpreta con grandi capacità analitiche e uno sguardo acuto verso il futuro”.
Toni Muzi Falconi ricorda così il collega ed amico:
Devo una parte rilevante del mio impegno di vita di questi ultimi quindici anni a Giampaolo Fabris, e questa è la prima cosa che mi viene in mente di fronte alla notizia della sua scomparsa. Lui di certo non ne era consapevole, anche perché mi ero sempre ripromesso di andarlo a trovare per raccontarglielo, da quando avevo appreso che non stava bene. Sono anche certo che la cosa in qualche modo lo avrebbe lusingato e gli avrebbe fatto piacere.
Fu lui, dopo decenni di conoscenza e di scambio di opinioni e di idee, a prendere contatti con me per indurmi, nel 1997, all’ipotesi di assumere la posizione che da sempre era stata di Ghigo Roggero alla IULM, fin dalla scuola di formazione di relazioni pubbliche degli anni settanta.
Fu quell’impegno imprevisto, che mi obbligò a leggere per intero i 50 libro di testo che in quegli anni andavano per la maggiore nell’accademia anglosassone, e soprattutto a imparare a relazionarmi con gli studenti e ad avviarmi ad una…. terza vita.
La conoscenza si trasformò presto in amicizia e anche qualcosa di più. Complicità? Nei primi anni di questo decennio mi invitò a scrivere un saggio sulle relazioni pubbliche a partire dal Bled Manifesto, in un suo libro (Comunicazione d’Impresa, Franco Angeli).
Quando lesse la bozza ci incontrammo per molte ore, la sua ansia, la sua curiosità di sapere erano davvero straordinarie…. soltanto poi mi resi conto che era perché stava già preparando il suo Societing…
Aveva intuito e poi razionalizzato l’abbattimento delle barriere professionali. Le sue rubriche settimanali su Affari&Finanza erano, per me, quasi sempre una lettura necessaria, analoghe al sermone domenicale di Eugenio Scalfari.
Anche nella scelta dei compagni di strada amava rischiare, ma non sbagliava. Insomma sono affranto per la sua scomparsa e il sapere che non c’è ha aperto un vuoto.
Ciao, Giampaolo.

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