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E-serenity, la cura al sovraccarico di informazioni

18/05/2004
Troppa informazione e troppo poco tempo per digerirla. E l'attenzione viene tirata in molteplici direzioni dagli apparati stessi di cui ci siamo dotati: cellulari, palmari, e-mail, web, televisione e radio. Tutti questi mezzi ci promettono connettività e informazione, ma il risultato è un sovraccarico cognitivo e un vero inquinamento. La diagnosi preoccupata non è affatto nuova, ma in questi giorni di maggio un simposio internazionale affronta il problema e lo fa in uno dei luoghi più noti dell'Information Technology, Seattle, a pochi chilometri dal campus della Microsoft.
Lo ha promosso l'università dello stato di Washington, e in particolare due grandi personaggi. L'uno è John Seely Brown, che a suo tempo diresse con intelligenza il centro di ricerche della Xerox a Palo Alto, il famoso PARC. Il suo saggio famoso intitolato La vita sociale dell'informazione (Etas Libri, 2001) è un testo fondamentale all'incrocio tra tecnologie digitali e comunicazione umana nelle organizzazioni.
L'altro promotore è David Levy, anche lui proveniente dal Parc, autore di un'altra ricerca sullo stesso tema, Scrolling Forward. Levy ha un curriculum curioso perché prima prese una laurea in Computer Science, ma poi andò a Londra a studiare calligrafia e le tecniche di conservazione e rilegazione dei libri, per poi tornare negli Stati Uniti a occuparsi di teoria dell'informazione.
L'intero convegno si intitola "Informazione, Silenzio e Santuario" e il suo scopo è anche di identificare delle strategie per limitare l'esposizione da quelli che vengono chiamati i "dati tossici", ovvero inquinanti perché eccessivi, ridondanti, magari persino inutili anche se sul momento ci appaiono importantissimi.
Al quotidiano Christian Science Monitor, Elspeth Revere della Fondazione MacArthur ha dichiarato: "l'idea è di poter scegliere tra tutta questa informazione per ottenere ciò che vogliamo davvero senza lasciare che tutto questo 'troppo' (Nuchness) abbia un impatto negativo sulla nostra vita".
Ancora più drastico Seely Brown: "Le forme attuali dei media creano delle menti spappolate. Dobbiamo chiederci che cosa intendiamo per progresso perché non tutte le forme di tecnologia portano a un vero progresso".
Nostalgici e luddisti? No di certo, perché tutti i protagonisti dell'incontro sono ben addentro alle tecnologie. Semplicemente vogliono continuare a interrogarsi sul loro uso e sulla possibilità di non farsene dominare, per ottenere quella che ormai chiamano la "E-Serenity", ovvero una vita ben equilibrata, che lasci spazio alla riflessione e alle relazione tra le persone.
Franco Carlini - Totem

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