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Edward Bernays e il secolo del Selfie: una conferenza a New York

05/03/2015

Toni Muzi Falconi

Un evento di portata globale quello che, venerdì 25 marzo a New York, vedrà Stuart Ewen, autore di PR! A Social History of Spin,protagonista al Museo delle Relazioni Pubbliche, del cui Advisory Board fa parte anche Toni Muzi Falconi, unico non americano fra i componenti. Un approfondimento e un invito alla serata.



Si avvicina un memorabile evento a livello globale che investe trasversalmente la nostra professione.




Stuart Ewen, autore di quello che – per me – è il miglior testo mai scritto sulla storia critica (e non quella agiografica) delle relazioni pubbliche: PR! A Social History of Spin (Basic Books, 1996), terrà una conferenza venerdì 25 marzo alle 18.00 nella sede del Museo delle Relazioni Pubbliche, il solo esistente al mondo che – dopo 20 anni di vita come fonte preziosa on line – ha recentemente aperto i battenti nel centro di Manhattan (Nieman Library del Baruch College CUNY, sulla East 25 e Lexington).

Un evento che già oggi attira appassionati, studiosi, studenti e professionisti da tutto il mondo.

Segnalo questa iniziativa per svariate ragioni:

a) sono da sempre un appassionato alla storia della nostra professione e so anche che molti lettori di Ferpi.it lo sono;
b) sono l’unico non americano componente dell’Advisory Board del Museo e mi sembra opportuno diffondere anche in Italia le sue iniziative . A proposito: visto che anche Ferpi.it si è data al crowdfunding…. se andate sul sitowww.prmuseum.org, insieme a una infinità di cose interessanti e utili (e raccomando anche un clic sul ricco sito vecchio riportato in home page)… troverete un bottone che vi porta velocemente ad una pagina dove potrete donare da un minimo di 20 dollari: gi appassionati colleghi volontari che curano e sostengono il Museo ve ne saranno grati e vi sentirete meglio;
c) ho una grande stima per Stuart Ewen (fra i più significativi e provocativi studiosi viventi, oltre che della nostra storia, anche delle tecnologie della comunicazione nel mondo contemporaneo);
d) lo stesso titolo dell’intervento: Edward Bernays and the Century of the Selfie è al tempo stesso evocativo e intrigante.

Chi fosse Edward Bernays presumo sia noto ai lettori di Ferpi. Doppio nipote di Sigmund Freud emigrato a New York all’inizio del ventesimo secolo, fino alla sua morte, avvenuta alla veneranda età di 93 anni, il più temuto, innovativo, creativo professionista delle relazioni pubbliche. Lo avevo incontrato due anni prima che morisse e anche allora vendeva le sue consulenze telefoniche alla Procter and Gamble per mille dollari l’ora… Sono peraltro personalmente convinto che sia stato Bernays a inventare il marketing con la sua teoria della persuasione scientifica e l’avvio delle prime ricerche sulle opinioni dei consumatori (tese allora a migliorare la comunicazione dei prodotti ma non la loro qualità…).

Il Century of Self (riecheggiato indirettamente dal titolo) è uno straordinario documentario di Adam Curtis della BBC, uscito nel 1992, sul nostro lavoro: un “must see” facilmente reperibile online per chiunque si occupi, anche distrattamente, delle nostre cose.

E infine l’accenno al “selfie”’, l’orrendo selfie… diventato insieme all’ISIS, simbolo dei nostri anni.

La combinazione dei temi è davvero creativa e fortemente stimolante.

Per quelli di voi che non approfitteranno di questa opportunità di venire a New York (e se lo fate, mi raccomando, venite a trovarmi. Abito a due passi dal Museo) prometto un resoconto di questa memorabile serata.

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