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Elogio dell'innovazione

18/04/2006

Le 100 aziende più innovative secondo Business Week e il Boston Consulting Rank: prima Apple, seconda Google, terza 3M. Italiane? Nemmeno l'ombra.

Secondo Schumpeter innovare era sinonimo di distruzione creatrice. Ma sbirciando la classifica delle world's 25 most innovative companies, innovare significa molte cose, prima tra tutte quella di agire in qualche modo sulla società, essere rilevanti per questa. Lo conferma il premio attribuito a Apple, padre dell'iPod cui va riconosciuto il ruolo di oggetto status symbol del mondo di oggi e cartina di tornasole della abitudini giovanili, dei modi di fruire e consumare: dimmi la tua playlist ti dirò chi sei...
A giudicare dagli altri classificati i giudici hanno dato molta evidenza anche alla capacità di creare un marchio, inteso come un riferimento forte nella percezione comune. Un esempio per tutti? Google, ovviamente, secondo in classifica grazie alla stringa semplice che è entrata nel cuore di tutti gli internauti. Continuando a scorrere troviamo Microsoft al quinto posto quasi di diritto. Nokia all'ottavo posto, lodata per aver saputo creare prodotti friendly per il terzo mondo. Al diciannovesimo Ikea, che ha quasi rivoluzionato il concetto di arredamento (soprattutto per i giovani).
Molti brand hi-tech, qualche marcio dell'industria automobilistica o alimentare. Nessuna presenza di aziende italiane. La morale è che esistono moltissimi modi per innovare o addirittura rivoluzionare, dal modello di business alla logistica, dai canali di vendita al processo di produzione. E per finire il vincitore assoluto della lista: il design. Come conferma il lettore di casa Apple. 
Emanuela Di Pasqua -Totem

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