Ferpi > News > Etica e comunicazione, un evento per festeggiare i vent'anni di Chiappe Revello

Etica e comunicazione, un evento per festeggiare i vent'anni di Chiappe Revello

14/06/2005

A Genova il 10 giugno un pomeriggio di riflessioni sull'etica e sul rapporto tra comunicatori e giornalisti.

Il ricordo di Aldo Chiappe, la festa per 20 anni di attività di una delle più grandi agenzie di Rp genovesi, Chiappe Revello, una ricerca sui rapporti tra giornalismo e comunicazione in Italia targata SWG, il confronto con alcune esperienze internazionali, un libro inedito sull'etica nella comunicazione appena tradotto in italiano: questi i temi centrali dell'incontro che venerdì scorso ha coinvolto i professionisti delle Rp liguri, i giornalisti e i rappresentanti delle istituzioni liguri insieme a Ferpi.I saluti iniziali di Rossana Revello hanno subito focalizzato (nella foto ultima a destra, mentre gli altri sono, da sinistra: Marco Squarcini e Daniela Canegallo - MS&L Italia - e Lou Capozzi- chairmam Publicis) l'attenzione sulla professionalità dei comunicatori e sull'etica in qualità di elemento aggregatore della comunità formata da giornalisti e operatori delle Rp.Anche Toni Muzi Falconi, past president Ferpi, ha approfondito le dinamiche del difficile rapporto tra comunicatori e Rp, in una doppia intervista con il direttore editoriale di Vita Roberto Bonacina. Per Muzi Falconi è un rapporto di forte interdipendenza, ricco di potenziali conflittualità: se una recente ricerca dell'IPR inglese riconosceva che l'80 per cento delle news pubblicate arrivano oggi da una fonte Rp, le cose in fondo non sono mai cambiate, perché già negli anni Sessanta negli Usa si parlava di una percentuale intorno al 60 per cento. Per Bonacina il giornalismo sociale, come nel caso di Vita, di proprietà di un consorzio allargato di associazioni, non crea conflitti di interessi. Piuttosto per i giornalisti resta più difficile capire la differenza tra il lavoro dei relatori pubblici e le marchette: Muzi Falconi chiarisce la differenza, spiegando che il comunicatore utilizza una relazione per ottenere un risultato che altrimenti non sarebbe possibile ottenere.Uno dei punti centrali della giornata genovese è stata la presentazione della ricerca commissionata  alla SWG di Trieste su comuniazione e giornalismo, che ha coinvolto dirigenti e imprenditori per parlare di etica professionale. Roberto Weber, presidente SWG, ha illustrato i dati della ricerca, che per alcuni tratti ha stupito i professionisti della comunicazione. Sulla credibilità per esempio: l'informazione online mostra percentuali di credibilità più alte rispetto alla carta stampata, alla tv, alla radio. Il livello medio di affidabilità dà punteggi più alti a notizie più facilmente verificabili, come lo sport o la cultura e spettacoli. La classe dirigente intervistata sostiene inoltre che l'influenza dei comunicatori sulla qualità e sulla correttezza dell'informazione sia 76 volte su 100 negativa. Di qui la necessità di comportamenti etici. Interessanti anche i dati su una potenziale vicinanza (e addirittura nel 14 per cento dei casi di intercambiabilità) tra comunicatori e giornalisti. Sulla professionalità a vincere sono invece i relatori pubblici rispetto ai giornalisti.La sezione delle esperienze estere ha visto schierati a raccontare le loro esperienze Lou Capozzi, chairman della Publicis Pr, Peter Hindle, ex Procter & Gamble, Crispin Manners, presidente della Public Relations Consultants Association.Capozzi ha focalizzato il suo intervento sul comportamento: è il nostro comportamento a definire l'immagine e non solo le nostre parole. Nel caso della condotta etica l'unico modo per far fronte alle critiche è proprio questo. Le Rp sono davvero fondamentali e negli Usa, dopo le grandi crisi aziendali, questo elemento è sempre più chiaro: la loro influenza è un vantaggio ma comporta maggiori responsabilità e maggior coraggio nell'imparare a farsi promotori di comportamenti.Per l'ex manager di Procter & Gamble, Hindle, è fondamentale che l'etica venga supportata dai valori personali, sia dei comunicatori sia per esempio, all'interno di un'azienda, dai dipendenti. E il management deve fondare la sua strategia sullo stimolo e la formazione di un carattere aziendale.Manners focalizza il suo intervento sulla costruzione del brand e sul ruolo delle Rp in un mondo di sfiducia: in questo senso costruire un brand significa vincere la sfiducia del consumatore. Una delle modalità è senz'altro la formazione di comunità, si pensi per esempio che il potente mezzo del passaparola nel 70 per cento dei casi è negativo ma anche che il 92 per cento delle persone proverebbe un prodotto consigliato da un amico, mentre solo l'11 per cento delle persone hanno fiducia nel loro capo.Nella seconda metà del pomeriggio, Giampaolo Azzoni, presidente dei Cdl in Scienze della Comunicazione, ha introdotto il tema della deontologia in rapporto con l'etica (vedi l'intervento allegato).La presidente di Ferpi Sissi Peloso ha moderato la tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti liguri del mondo politico e dei media, commentando ancora il rapporto tra Rp e giornalismo e i risultati della ricerca. A conclusione della giornata l'attenzione si è focalizzata sul nuovo libro, "L'etica nelle relazioni pubbliche", di Patricia J Parsons, docente canadese di Rp, tradotto dalla socia Ferpi Florence Castiglioni, edito da Il Sole 24 Ore, sponsorizzato da Chiappe Revello e distribuito a tutti gli intervenuti.
Eva Perasso - Totem

COMMENTI

Eventi