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Etica, neuropolitica e metafore

06/12/2023

Vincenzo Manfredi

A partire da George Lakoff e passando da Gregory Bateson a Giorgio Gaber, Massimo Morelli ci guida in uno scenario composito che dell’analisi delle metafore, partendo dalla rappresentazione dell’interiorità come dettato etico arriva alla neuropolitica e all’appartenenza familiare. Un nuovo paper di FERPILab.

È sempre una esperienza positiva e creativa leggere i paper che i membri del Comitato Scientifico Nazionale scrivono per FERPILab.

Anche questo che pubblichiamo oggi, a firma di Massimo Morelli, è un capitolo particolare di quella intersezione dei saperi che il nostro think tank propone come modello, sia di senso che di significato, della disciplina delle relazioni pubbliche.

A partire da George Lakoff e passando da Gregory Bateson a Giorgio Gaber, Massimo ci guida in uno scenario composito che parte dell’analisi delle metafore, partendo dalla rappresentazione dell’interiorità come dettato etico per arrivare alla neuropolitica e all’appartenenza familiare nelle sue diverse declinazioni: genitori premurosi o padre severo. Secondo Lakoff, questi possono dare vita a posizionamenti opposti nella generazione successiva: progressisti per i primi, conservatori per i secondi. Certo, non sempre l’introietto genitoriale ex ante verifica la posizione politica dei figli.

È chiaro poi che la formazione, l’ambiente extra familiare e le credenze possono dare vita ad altri tipi di comportamenti. Forma mentis e framing degli spin doctor struttureranno poi le piattaforme di influenza e di ricerca del consenso per continuare nel gioco della vita.

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