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Fenomeno Twitch

#Ferpi2Be

09/05/2019

Sara Bassi

Piattaforma livestreaming generalista nata nel 2007 come Justin.tv, rinasce con uno sviluppo verticale focalizzato sui videogiochi nel 2014 come Twitch, quando Amazon l’acquista per 900 milioni di dollari. L’analisi del fenomeno di Sara Bassi per la rubrica #Ferpi2Be.

Twitch è una piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon. Il suo contenuto principale sono i videogiochi: tornei di eSports, talk-show a tema e canali personali dove giocatori amatoriali o professionisti trasmettono sessioni di gameplay.

Perché proprio i videogiochi? Quando è nata come Justin.tv nel 2007, i suoi contenuti live riguardavano diversi temi, ma quello che ha incontrato maggiormente il favore del pubblico sono stati i videogiochi. Così, al momento della rinascita come Twitch, si è deciso di puntare su uno sviluppo tutto in verticale. Amazon comprende il valore di questa piattaforma e nel 2014 l’acquista per circa 900 milioni di dollari.

Infatti, il mercato dei videogiochi è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. In Italia l’AESVI (Associazione Editori Sviluppatori di Videogiochi Italiani) ha registrato per il 2018 un fatturato di oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro, comprensivo di hardware e software. Si tratta di una crescita del 18,9% rispetto all’anno precedente.

Twitch è organizzato per canali e gli utenti possono seguirli gratuitamente, fare donazioni tramite la piattaforma o sottoscrivere un abbonamento al canale, ricevendo dei contenuti esclusivi. La pubblicità è impostata dai possessori dei canali, gli streamer, che possono decidere quando mandarla in onda ed è visibile solo agli utenti senza abbonamento.

Chi può diventare uno streamer? Sostanzialmente chiunque. Ai nuovi iscritti Twitch mette a disposizione un percorso fatto di video (Creator Camp) per apprendere le nozioni che servono per gestire un canale con dei contenuti e come costruire e mantenere una community. Viene spiegato anche come promuovere il proprio personal brand e costruire una strategia sui social media.

Ogni anno Twitch organizza in America, e da quest’anno anche in Europa, una convention con streamer provenienti da tutto il mondo, dove si susseguono eventi e presentazioni di videogiochi da parte delle case produttrici. Qui, i nuovi streamer hanno la possibilità di assistere a ‘seminari’ tenuti da chi ha più esperienza e ha raggiunto certi risultati. Gli argomenti variano anche a seconda del grado di affiliazione dello streamer. Infatti, Twitch distingue due gradi di partnership in base ai risultati, i quali sbloccano diverse funzionalità da mettere a disposizione degli utenti finali.

Quanto effettivamente è utile il percorso di Creator Camp? Sicuramente quelle conoscenze sono un valido aiuto per chi è all’inizio, ma occorre saperle adattare al proprio caso per creare originalità nei contenuti. Avere un approccio di tipo professionale, insomma, perché trasmettere live significa diventare un’emittente e quindi avere la necessità di creare un palinsesto, che entrerà in competizione con altri palinsesti (anche televisivi).

La forza di Twitch è proprio la diretta, sebbene la platea di utenti sia decisamente inferiore rispetto a YouTube, 140 milioni di utenti unici al mese contro l’1.8 miliardi circa del colosso dei video, può vantare un alto engagement e un alto tasso di conversione. E sono proprio queste due metriche a renderlo molto interessante per fare degli investimenti.

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