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Fondazioni: stato attuale e prospettive future

23/03/2010

Un’intervista con Elisa Bortoluzzi Dubach, autrice del libro Lavorare con le Fondazioni, per approfondire la conoscenza di una realtà, quella delle fondazioni, che ricopre, nel nostro paese, un ruolo importante ma spesso poco considerato. Un mondo molto attivo che inizia ad aprirsi anche a collaborazioni internazionali. Il ruolo strategico della comunicazione.

In occasione della presentazione del libro Lavorare con le fondazioni, che si è tenuta il 12 marzo presso il Chiostro di Voltorre a Gavirate (VA), l’autrice Elisa Bortoluzzi Dubach ha concesso a Ferpi una breve intervista sul mondo delle fondazioni e sugli operatori attivi in ambito sociale e culturale, interessati ai finanziamenti e alla collaborazione con le fondazioni stesse. Ne emerge una realtà estremamente attiva nonostante la crisi, attenta alla comunicazione e con uno sguardo sempre orientato al futuro.
In occasione della presentazione del suo libro “Lavorare con le fondazioni” si sono trovate attorno allo stesso tavolo fondazioni erogative italiane e svizzere che si sono confrontate sulla loro “esperienza sul campo”. Qual è il significato di questo incontro?
L’incontro di Voltorre ha permesso fra l’altro di aprire un utile dialogo fra fondazioni italiane e svizzere, segnatamente con la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia. Quest’ultima conta di organizzare una fitta rete di scambi artistici fra la Svizzera e la Lombardia nel 2013, nell’imminenza della grande esposizione di Milano EXPO 2015.
Ci può fornire qualche cifra relativa al mercato delle fondazioni in Italia?
Secondo il rapporto Istat pubblicato ad ottobre 2007 al 31 dicembre 2005 le fondazioni attive in Italia erano 4.720 con un patrimonio netto complessivo, che a fine 2005 contabilizzava oltre 85,4 milardi di euro, per metà appannaggio delle fondazioni bancarie ed una cifra erogata complessiva di 3.9 miliardi di euro.
La crisi internazionale ha colpito duramente ogni ambito economico. Le fondazioni erogative ne hanno risentito? Se sì, stanno lavorando per cercare di mantenere lo stesso livello di erogazioni del passato?
Le fondazioni ne hanno risentito più o meno a seconda delle scelte operate nella gestione patrimoniale. Nonostante le difficoltà si assiste tuttavia ad un visibile sforzo di mantenere lo stesso livello di erogazioni del passato quando non addirittura di investire in modo anticlico, le fondazioni di origine bancaria ad es. ogni anno erogano intorno al miliardo e mezzo di euro: una quota raggiunta e superata anche nel 2009, toccando 1.679,6 milioni di euro (-2,1% sul 2007) nonostante un calo dei proventi superiore al 19%.
Alla luce dell’attuale contesto economico e sociale, è fondamentale capire come instaurare una relazione di successo e di lunga durata con la fondazione erogativa interpellata. Come si struttura
E’ importante costruire un rapporto di fiducia fin dall’inizio. Prima di avviare il contatto si tratta di comprendere le motivazioni che hanno condotto alla creazione della fondazione, qual è la storia personale dei fondatori e, se ancora in vita, la loro situazione attuale, i loro particolari desideri, esperienze, emozioni, stati d’animo. Una conoscenza approfondita della personalità e della storia del fondatore può aiutare a comprendere meglio lo scopo della fondazione; un’analisi accurata del suo ambiente e della sua rete di relazioni permette di formulare richieste che meglio corrispondono ai suoi desideri. Lo stesso vale per tutti gli interlocutori rilevanti all’interno della fondazione. Nella fase realizzativa del progetto acquistano importanza gli aspetti legati alla comunicazione e allo sviluppo. L’opportunità di un’informazione regolare e continua dipende naturalmente dal contesto dell’iniziativa promossa. Naturalmente ci sono ambiti che vanno seguiti più assiduamente di altri: i cambiamenti nella programmazione di una progetto saranno, ad esempio, da comunicare tempestivamente. Tanto maggiore è il peso di eventuali modifiche, tanto più rilevante è l’importanza di una comunicazione attiva e tempestiva. In questo senso è di fondamentale rilievo che ci siano accordi precisi tra il leader di progetto e la fondazione coinvolta: la cosa migliore sarà fissarli per iscritto all’inizio del coinvolgimento. Questo “dovere della comunicazione” vale, naturalmente, non solo quando tutto si svolge secondo i programmi, ma soprattutto quando emergono problemi; in questi casi l’elaborazione congiunta della soluzione non potrà che giovare alla riuscita del progetto. Cercare insieme soluzioni soddisfacenti per entrambi può essere molto utile per consolidare la fiducia reciproca e l’abitudine alla collaborazione. Da ultimo la trasparenza nella rendicontazione: una fondazione erogativa che intraprenda con coerenza il controllo dei risultati vorrà già nella fase di verifica degli obiettivi del progetto, decidere con il beneficiario come valutarne il conseguimento. Ciò significa che già all’avvio di un progetto, il coordinatore per es. deve avere una proposta precisa al riguardo che gli consenta a fine iniziativa di consegnare una relazione finale impeccabile anche nell’ottica della rendicontazione economica. Infine il rispetto dei tempi: non c’è nulla di più irritante dei ritardi. Una fondazione si aspetta dall’istituzione richiedente la stessa precisione che questa si augura nell’erogazione dei contributi.
Quanto la comunicazione è riconosciuta come funzione strategica nelle fondazioni erogative. Qual è la situazione attuale?
Direi che c’è stata una considerevole evoluzione negli ultimi cinque o sei anni: da un lato c’è una forte richiesta di trasparenza da parte dell’opinione pubblica e del mondo non profit, dall’altro il bisogno di interagire in un modo più efficiente con la società civile. Mentre le fondazioni bancarie e d’impresa tuttavia utilizzano molti degli strumenti della comunicazione integrata, altre fondazioni di più piccole dimensioni hanno ancora qualche resistenza a valersi della comunicazione in modo attivo e strategico. È un mercato ancora poco trasparente, ma sono convinta che i progressi saranno rapidi, ci sono visibili segnali in tal senso.
Quali strumenti vengono privilegiati?
Fra tutti il sito internet che oltre a permettere alla fondazione di comunicare scopo, filosofia, storia, valori, semplifica il rapporto con i beneficiari.

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