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Frontiere dell'advertising online: elogio dell'Ultramercial

02/01/2006

Il sito del Time sta testando l'idea di rendere i contenuti premium (solo per abbonati) accessibili a tutti quei lettori che prima leggano una speciale pagina pubblicitaria.

E' vero, talvolta la pubblicità è noiosa, quella online ancora di più. Ma se in cambio di poche frazioni di minuto di pubblicità della Chrisler si può leggere la cover story del Time sulla persona dell'anno, allora se ne può parlare. Era il novembre 2002 quando la storica e-zine Salon lanciava un nuovo programma sponsor: chi cliccava sul banner Mercedes aveva un giorno di ingresso gratuito nei Servizi Premium, ovvero in tutti quegli articoli offerti a pagamento. Ora, all'alba del 2006, ci prova anche Time, sposando quel modello Ultramercial (dal nome della tecnologia utilizzata) che ha dimostrato di funzionare.
Dietro all'impegno di partecipare alla campagna dello sponsor della rivista online si può usufruire di servizi che altrimenti sarebbero a pagamento. Questo modello di business ha sempre presentato numerosi vantaggi: da un lato la campagna banner diventa più visibile, dall'altra il cliente è molto più solleticato.
In un periodo di grave crisi dei contenuti online, impegnati nell'eterna ricerca di una formula vincente, il fatto che un nome prestigioso come Time riproponga la scelta di Salon fa riflettere. Né bisogna dimenticare che l'Ultramercial rappresenta una garanzia per l'indipendenza dell'informazione.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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