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Furio Garbagnati è il nuovo Presidente Assorel

21/03/2006

Nell'intervista che pubblichiamo Garbagnati spiega quali sono i suoi programmi futuri.

L'Assemblea Assorel che si è tenuta a Milano lo scorso 15 marzo ha votato il Consiglio Direttivo che guiderà l'associazione per i prossimi due anni. In considerazione dell'incrementato numero di Soci rispetto al precedente biennio, l'Assemblea ha aumentato il numero dei Consiglieri da 7 a 9 eleggendo: Lucio Bergamaschi, Diego Biasi, Rosanna D'Antona, Beppe Facchetti, Furio Garbagnati, Tony Gherardelli, Monica Mailander, Fiorella Passoni e Alberto Scarpetta.Il Consiglio Direttivo, riunitosi al termine dell'Assemblea, ha nominato nuovo Presidente Assorel Furio Garbagnati (nella foto), CEO di Weber Shandwick Italia.Ha inoltre designato come Vicepresidenti Rosanna D'Antona e Beppe Facchetti, mentre Lucio Bergamaschi ricoprirà la carica di Tesoriere. Franco Guzzi, Presidente uscente come previsto dallo Statuto associativo dopo due mandati consecutivi, resterà nel Consiglio Direttivo in qualità di Past President.
Questo 2006 è un anno assai importante per Furio Garbagnati, Ceo di Weber Shandwick e appena eletto Presidente di Assorel. Non solo è stato nominato nel Board Mondiale della IPRA; non solo ha lasciato al collega Gianni Rizzuti il posto che aveva nel Board della CERP (e all'assemblea di Londra, Gianni è stato eletto vice presidente!; ma cade anche il trentesimo anniversario della nascita della SCR, l'agenzia di relazioni pubbliche che Furio aveva fondato nel 1976, e che nel 1989 divenne Shandwick e poi Weber Shandwick, e che oggi è la maggiore agenzia nel nostro Paese.
Per la Ferpi la nomina di Garbagnati alla Presidenza di Assorel è una notizia importante.Intendiamoci, non che il Presidente uscente, Franco Guzzi, non avesse avuto rapporti intensi e proficui con Ferpi ed anzi è anche riuscito ad attirarsi qualche critica interna per avere avuto rapporti fin troppo intensi!, ma Furio di Ferpi sa proprio tutto inside out - essendone stato per anni vicepresidente e tesoriere.Quindi tanti auguri, caro Furio e buon lavoro!
Ecco una breve intervista per capire a che punto sta Assorel e come la nuova presidenza intende muoversi. 
Parliamo subito di mercato. Come ti pare siano cambiati i rapporti fra domanda e offerta?
Il rapporto è ancora un rapporto fortemente squilibrato.  Partecipazione a gare prive di ogni logica costitutiva, autocannibalizzazione sui prezzi, mancanza di indicatori di riferimento, sono tutti elementi che ritroviamo quotidianamente nella nostra attività di imprenditori e manager.Ci troviamo ancora troppo spesso di fronte ad una domanda che tende ad acquistare da noi commodity e non consulenza ed alla quale forse non siamo stati in grado di far percepire il valore delle nostre imprese.E Assorel cosa intende fare per modificare la situazione?
Proseguire nella crescita culturale del mercato che ha già caratterizzato l'attività della Associazione negli scorsi anni, ma sarebbe anche opportuno giungere ad una politica associativa concordata e condivisa che ponga alcuni punti fermi (almeno l'obbligo di comunicare numero e nomi dei partecipanti alla gara per ciò che riguarda le licitazioni private, tipologia e modalità di formulazione dei brief, trasparenza sulle modalità di selezione del vincitore) che si inseriscano nelle formulazioni di principio già esistenti e che possano anche prevedere elementi sanzionatori.Per la politica del prezzo, anche se non possiamo prescindere dalle normative antitrust , non possiamo rinunciare alla battaglia per dare maggiore qualificazione alle nostre offerte studiando strumenti che almeno permettano al mercato di identificare il valore della consulenza offerta dagli associati.E' necessaria una particolare azione di sensibilizzazione, sottoscritta dai soci Assorel, affinché la politica del prezzo assecondi il valore effettivo della nostra consulenza e non tenda invece ad adeguarsi alle politiche commerciali dei nostri potenziali clienti.Se è vero, come tutti crediamo che sia vero, che le relazioni pubbliche abbiano raggiunto la qualificazione di disciplina di management d'impresa, non dobbiamo temere di essere "aggressivi" e di posizionarci come altre strutture di consulenza da più tempo consolidate sul mercato interfacciandoci con le organizzazioni associative dell'utenza privata e pubblica.
La presidenza Guzzi ha fortemente incentivato l'associazionismo attirando strutture di piccole dimensioni che alle origini non sarebbero state accettate. Pensi di proseguire questa politica? 
La straordinaria crescita dell'ultimo quadriennio con il raddoppio degli associati ed il conseguente raggiungimento di una massa critica indispensabile per definire il peso politico e culturale di una associazione, ci permette oggi di definire alcuni paletti che mirino a mantenere integro il patrimonio di qualità che rappresentava uno dei principi ispiratori della nascita di Assorel.Il mercato deve percepire la "diversità" specifica dei soci Assorel rispetto ad una moltitudine di soggetti che del mercato non rispettano le regole di deontologia professionale, che utilizzano spesso in modo non congruo la leva del prezzo e la cui offerta è spesso carente dal punto di vista dei contenuti professionali. Dovranno essere prese in considerazione iniziative atte ad elevare le soglie di accesso (anche se in misura non discriminante) per rendere l'iscrizione più qualificante anche dal punto di vista quantitativo e del nostro posizionamento verso il mercato del lavoro, dovranno essere presi in considerazione strumenti più stringenti di qualificazione, dovrà essere dibattuta la possibilità di un diverso peso specifico legato alla dimensione di agenzia o alla anzianità di appartenenza.La certificazione di qualità può senza dubbio giocare un ruolo rilevante e personalmente ritengo che sul modello inglese si debba arrivare ad una sorta di condizione necessaria seppur modulata nel corso degli anni confrontando i modelli di certificazione tenendo conto di tutti gli aspetti di autorevolezza e riconoscibilità e facendo della certificazione uno strumento di garanzia ma anche di mercato.E della rissa senza fine che ogni anno si scatena intorno alla questione della classifica, come intendete affrontare la questione?
Uno degli obiettivi di questo mandato vuole essere quello di chiudere in maniera definitiva attraverso una soluzione il più possibile condivisa da tutti gli associati una annosa questione che per troppo tempo ha polarizzato il dibattito interno.L'obiettivo su cui si è già mosso il consiglio attualmente in carica e che ritengo debba essere perseguito dal nuovo consiglio è di arrivare alla possibilità di tornare alla pubblicazione di una classifica superando legalmente tutti gli ostacoli  che vi sono stati frapposti negli ultimi anni.Il parere richiesto allo studio Bovio apre buone possibilità all'intervento diretto ed indipendente  di Assorel.Deve essere ancora verificata la congruità con l'attuale possibilità per l'associato di richiedere la non pubblicazione e deve essere codificata la modalità di stesura dei bilanci. Credo che su questo punto l'obiettivo del consiglio debba essere in ogni caso quello di arrivare alla definizione di modalità che permettano un ritorno ad una classifica significativa per l'Associazione.
E che mi dici dei rapporti con i media? 
Passi avanti sono stati compiuti in questi ultimi anni ma non vi è dubbio che siamo ancora considerati interlocutori settoriali.La presenza associativa su media al di fuori di quelli operanti nell'ambito della comunicazione allargata è ancora scarsa e poco incisiva.E' senza dubbio un lavoro difficile che va di pari passo alla nostra reputazione ed alla percezione che non la industry ma il mercato di riferimento ha della nostra professione e della presenza qualificante degli associati.Tuttavia se la comunicazione è divenuto un fattore strategico e pervasivo di tutte le grandi scelte e strategie politico/economiche è indubbio che l'Associazione deve fare ogni sforzo per qualificarsi come interlocutore valido su tutti quei grandi temi  che pur non attenendo alla professione vedono nella comunicazione uno dei temi strategici di rilievo. Il progetto "Meglio informati più liberi" che Assorel ha portato avanti sul tavolo di Pubblicità Progresso, costituisce un primo passo nella direzione di una maggiore autorevolezza della Associazione ma a questo deve seguire una politica di comunicazione percepita come elemento strategico.
E rispetto alle istituzioni? 
L'attiva partecipazione alle attività di Confindustria ha senza dubbio alzato il livello dei nostri rapporti istituzionali e questo deve restare uno dei canali privilegiati della nostra attività insieme alla valorizzazione dei nostri rapporti con Assolombarda.Un ulteriore sforzo operativo deve essere rivolto verso le istituzioni pubbliche sia con l'intento di accrescere presso questi interlocutori il nostro peso reputazionale sia con quello di giungere alla definizione di linee guida più favorevoli alla professione sul tema ad esempio delle gare pubbliche, dove le nostre specifiche esigenze spesso non vengono neppure considerate, ed ancora una volta della politica dei prezzi. 
Tanti auguri Furio.(tmf)

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